È una delle pievi più belle della Versilia, situata sotto il monte Altissimo. L'artista lavorò alla costruzione del loggiato e del rosone SERAVEZZA (Lucca) La grande crepa attacca il pavimento di marmo, le antiche tombe della chiesa, l'altare, le fonti battesimali. Poi si inerpica sulle mura, verso le volte. Sale verso l'alto, la grande crepa, eppure non è una resurrezione. È una maledizione quotidiana, perché ogni, giorno che passa la Cappella, una pieve romanica unica considerata monumento di valore nazionale dove hanno lavorato Michelangelo e i suoi allievi, sprofonda, millimetro dopo millimetro. E con essa rischia di essere cancellato anche Fabiano, un paesino di marmo e mattoni, piccolo capolavoro di architettura dell'alta Versilia. «La colpa è della cave di marmo» denunciano sindaco, abitanti e parroco che usano le mine di fronte al monte Altissimo, un monumento ambientale e simbolo della Versilia storica e godereccia, quella della costa, di Forte dei Marmi, perché dalla spiaggia il monte grigio di marmo è ancora più bello e misterioso. Una cava soprattutto è nel mirino di ambientalisti, tecnici e amministratori. Si trova sotto Fabiano, raccoglie schegge di marmo, scava, fa esplodere mine. «In anni di lavoro si è creata una voragine enorme che rischia di divorare ogni cosa denuncia padre Ermes Luppi, il parroco della Cappella la nostra chiesa e il paese. Abbiamo fatto di tutto per cercare di salvare il salvabile, ma niente si muove. Solo promesse e anche il progetto di restauro della chiesa, per il quale la sovrintendenza ha stanziato 130 mila euro, è fermo. Si voleva restaurare il loggiato cinquecentesco attribuito a Michelangelo andato distrutto durante la seconda guerra mondiale, ma tutto è bloccato in attesa che lo scempio si fermi. Altrimenti si rischierebbe di restaurare una chiesa per poi farla crollare e si butterebbero via pure i soldi. Una beffa». Enrico Mazzucchi, sindaco ds di Seravezza, il comune dove sorge la pieve e il paese di Fabiano conferma: «Il pericolo c'è, e proprio per questo abbiamo avviato un piano di bonifica dell'area e aperto un contenzioso con la cava che continua a operare sotto l'Altissimo. Per noi la concessione è scaduta il 31 dicembre, ma la ditta si è opposta. Deciderà il Tar a marzo, ma il Comune vuole andare fino in fondo. Anche perché la zona è una delle più belle della Versilia e la Cappella un capolavoro da salvaguardare». Alla Cappella ogni estate vengono a lavorare scultori da ogni parte del mondo: americani, australiani, inglesi, tedeschi, molti giapponesi e ci sono scuole di scultura. Non solo perché quassù c'è il marmo statuario più bello del mondo, ma perché soffia ancora lo spirito di Michelangelo. Buonarroti arrivò ai piedi sotto l'Altissimo nel 1517, tracciò una strada sino al mare (fondando di fatto Forte dei Marmi) e trasse alla base il marmo migliore. Che gli servì per realizzare le enormi colonne per la facciata della chiesa di San Lorenzo a Firenze, un progetto mai portato a termine. Poi si innamorò della pieve romanica e decise di abbellirla con un rosone, ribattezzato l'Occhio di Michelangelo, e forse costruì pure il loggiato. Alcuni resti delle colonne, lasciate all'incuria, sono state rubate, altre sono custodite in un magazzino pronte a essere restaurate per far nascere un nuovo capolavoro. Mine, cave e incuria permettendo.