Lo stato tedesco vende un pezzo di Capri A guardarlo di sfuggita sembrerebbe il solito annuncio della solita asta immobiliare. Niente di più che qualche migliaia di mq di terreno messi in vendita dallo stato per fare un po' di cassa. Niente di nuovo, quindi, se non fosse che per approfondire e capire meglio il contenuto del messaggio è necessario saper leggere il tedesco. Di sicuro, però non c'è bisogno di parlare correntemente la lingua di Angela Merkel per distinguere: a chiare lettere due nomi, Baden-Wurttemberg e Anacapri. Tanto quanto basta per volerne sapere di più. Ebbene sì, si tratta proprio di una vendita immobiliare. Solo che questa volta il banditore non è lo stato italiano né tantomeno una delle sue aziende, bensì il land tedesco del Baden-Wurttemberg e oggetto dell'asta immobiliare non è uno dei beni della pubblica amministrazione ma un terreno situato nell'esclusivissima isola di Capri. Non c'è solo lo stato italiano, dunque, a vendersi le isole, anche i tedeschi fanno la loro parte. Del resto, gli avvezzi al jet set mondano lo sapranno bene; la località è di quelle che fanno schizzare in alto i prezzi del mattone. Una superficie di circa18 mila mq completamente circondata da un muro di pietra alto più o meno 1 metro (più un fondo di 960 mq distante 200 metri dal terreno principale), situata a nord-ovest dell'isola, nel comune di Anacapri, e subito a ridosso della grotta azzurra. Il terreno, si legge nel bando, è dotato di costruzioni destinate ad abitazione e di un patrimonio arboreo costituito prevalentemente da alberi di pigne e olivi. Piccole superfici poi sono invece sfruttate a mo' di orto da un custode che abita nel fondo stesso. Costruito tra il 1950 e il 1970, l'edificio ha ospitato fino al 1988 un osservatorio di fisica solare dell'istituto di ricerca tedesco Kiepenheuer. Oltre al laboratorio, comprende anche tre case e altri quattro edifici. Il bando parla chiaro. Tutti gli edifici, costruiti in calcestruzzo, necessitano di ristrutturazione e per il cambio di destinazione d'uso (residenziale o industriale) è espressamente richiesta l'approvazione del comune. Tutto scritto a chiare lettere, insomma, anche il prezzo: 2 milioni di euro. Del resto la base d'asta non poteva non tener conto dei valori immobiliari correnti. E, come si è detto, la località, una delle più esclusive della regione campana nonché dell'intero territorio italiano, non è di quelle che ammettono sconti.