Biblioteche, archivi,istituzioni: tutti in lizza per pochi euro La legge li chiama «istituti culturali», ma dentro ci sono tante cose: importanti biblioteche, centri di ricerca umanistica altamente specializzati, gli archivi degli ex partiti dell'Italia repubblicana e anche i fondi delle istituzioni legate alla memoria delle grandi figure del novecento letterario, cinematografico, politico. Una multiforme realtà nella quale accanto alle macchine da convegno e alle retrovie dei partiti, ci sono gli eroi che in quest'ltalia sgarrupata studiano la storia, scompongono il latino, archiviano documenti per ottocento euro al mese 'o giù di lì. Sono istituti che la legge finanzia attraverso una tabella fatta dal Ministro dei beni e delle attività culturali: una tabella povera e umiliante. L'anno scorso, nel 2005, solo santa Lucia è riuscita a portare l'ultimo contributo del triennio, quando ormai i librai stranieri mandavano fax increduli e stizziti a chi mendicava la loro pazienza... Adesso, saldato qualche conto, inizia per tutti la roulette russa della nuova assegnazione triennale: fatta con soldi che calano e timori crescenti. Perché chi vale, sa bene che nessuno oserà ripulire il barile dalle clientele e battersi per dotare queste istituzioni di ciò che non è decente negare. Alla fine, in questo wrestling tra pOveri che è il finanziamento pubblico della cultura in Italia, la lirica commuove, lo spettacolo mobilita, il cinema girotonda la pseudo-indignazione televisiva. La ricerca umanistica no: forse coi suoi undici milioni di euro in tutto, costa troppo poco per meritare un po' di zelo?
Istituti di cultura, wrestling tra poveri
In Italia, le biblioteche, archivi e istituzioni culturali competono per pochi euro di finanziamento. La legge le chiama "istituti culturali", ma all'interno ci sono diverse realtà diverse, come importanti biblioteche, centri di ricerca umanistica e archivi di partiti politici. La legge finanziaria prevede una tabella per assegnare fondi, ma l'anno scorso solo la Santa Lucia ha ricevuto l'ultimo contributo. Ora, con la nuova assegnazione triennale, le istituzioni devono affrontare la roulette russa del finanziamento, con timori crescenti. La cultura in Italia è spesso sottovalutata e le istituzioni culturali devono lottare per ottenere risorse sufficienti.
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