Sul «pratone» di Torre Spaccata, un'enclave verde di 64 ettari racchiusa tra via Palmiro Togliatti e via di Torre Spaccata, stanno prendendo posizione due schieramenti contrapposti, pronti a darsi battaglia. Il disegno definitivo del nuovo Piano regolatore, approvato con le «controdeduzioni» dalla giunta comunale, sta per andare alla verifica dell'assemblea capitolina e sul «pratone» di Torre Spaccata si delinea uno scontro che metterà a dura prova sia i rapporti tra il centrosinistra veltroniano e la proprietà immobiliare sia gli stessi equilibri interni alla maggioranza. Il tutto all'antivigilia delle elezioni: il «caso», dunque, merita attenzione L'area era stata destinata dal Prg del 1962 a funzioni «direzionali». Ne è proprietaria la società immobiliare «Quadrante» (eredi Cabassi con Fintecna, ex Italstat). Il valore del terreno è altissimo, essendo interno ad una zona di alta densità abitativa. Il X e l'VIII Municipio anni fa avevano proposto una possibile edificazione di 400450 mila metri cubi, con funzioni pubbliche varie: un Museo del Cinema (Cinecittà è nei pressi), il Dams, un teatro, impianti sportivi, una scuola di botanica, negozi. Il tutto corredato da un ampio parco attraversato da piste ciclabili. La proposta era andata bene agli estensori del nuovo Prg ma in sede di «osservazioni» i proprietari dell'area hanno inteso difendere i loro interessi rivendicando un «diritto edificatorio» di grande impatto. Il X Municipio (presidente Sandro Medici, Prc) ha coinvolto il Dipartimento di architettura e urbanistica per l'Ingegneria de La Sapienza predisponendo, dopo mesi di studi, un progetto di urbanizzazione semplice ma articolato nei dettagli, compresa una rete di viabilità mancante nella proposta della società «Quadrante», coinvolta, a quanto sembra, anche nella proprietà di 31 ettari nel vicino parco archeologico di Centocelle. «La nostra posizione -sottolinea Medici- è sostenuta dalla firma di ben 5 mila cittadini, che sabato e domenica daranno vita ad una manifestazione di protesta». Protesta contro cosa? La giunta comunale, in sede di maxi-emendamento alla delibera di approvazione del nuovo Piano regolatore (le «controdeduzioni») ha deciso che sul «pratone» saranno edificati 1,1 milioni di metri cubi: mezzo milione da destinare a funzioni private e il resto a uso pubblico. «Sono rimasto di sasso - commenta Medici - quando ho saputo che tra la richiesta dei cittadini e quella dei proprietari dell'area il Comune ha accolto il progetto del milione di metri cubi. Ma la cosa non finisce qui. Noi ci vogliamo opporre a questa scelta». Visitando la zona riesce facile pensare che la soluzione ottimale per il futuro del quartiere sarebbe lasciare il «pratone» così com'è, magari attrezzato con alberi, panchine e servizi pubblici. E i diritti del proprietario? Il punto è proprio questo. «Si, sarebbe molto bello che il verde restasse verde, per sempre. Ma - spiega Daniel Modigliani, direttore dell'Ufficio del Piano regolatore - il Comune dovrebbe espropriare l'area privata impegnando, per un pagamento a prezzi altissimi, una parte dei suoi tesori immobiliari o d'arte. E allora abbiamo trovato una soluzione accettabile». Alle cubature riconosciute alla scoietà «Quadrante» vengono aggiunte cubature pubbliche a costo zero per il terreno. Si salva una parte di verde, si ottengono funzioni utili alla comunità, il proprietario dell'area esercita la propria attività. Tutti contenti? «È comunque una soluzione - continua Modigliani - Certo, sulla 'centralità' di Torre Spaccata la densità abitativa e funzionale viene caricata parecchio. Al proprietario del terreno, per indurlo a non costruire, dovremmo riconoscere il diritto di edificabilità in una area agricola della periferia, a 'compensazione'. Ma è una strada che non vogliamo percorrere, e allora abbiamo scelto questa soluzione che alla fine salvaguarda l'uso agricolo». La contrapposizione tra gli interessi in campo sembra inconciliabile. Dal «pratone» di Torre Spaccata la battaglia si trasferirà nei prossimi mesi nell'aula di Giulio Cesare dove parecchi anni fa Giuliano Prasca era assessore alla Casa e al Patrimonio nelle giunte di sinistra. Ora, a 73 anni, è tra gli animatori della protesta di base. E dice: «Questo quartiere non puo' morire per un'overdose di cemento. Dobbiamo salvarlo».
Roma - Torre Spaccata: un milione di metri cubi e quei cinquemila no
Il pratone di Torre Spaccata, un'area verde di 64 ettari, è divisa tra due schieramenti contrapposti. Il nuovo Piano regolatore, approvato con controdeduzioni dalla giunta comunale, prevede la costruzione di 1,1 milioni di metri cubi, di cui 500 mila per funzioni private e il resto per uso pubblico. I proprietari dell'area, la società Quadrante, hanno difeso i loro interessi rivendicando un diritto edificatorio di grande impatto. Il X Municipio ha proposto un progetto di urbanizzazione che prevede funzioni pubbliche e un parco, ma la giunta ha accettato la proposta dei proprietari.
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