I quattro funzionari della Direzione regionale per i Beni culturali del Veneto non ne possono più e nei giorni scorsi hanno scritto una lettera al ministro Rocco Buttiglione e al loro dirigente Pasquale Bruno Malara in cui revocano la loro «disponibilità a prestare servigio presso la suddetta Direzione» e chiedono di essere ricollocati nelle soprintendenze di provenienza. A rendere nota la loro presa di posizione, che conferma una volta di più la crisi e il disagio che attraversano soprintendenze, archivi e biblioteche, è il coordinatore provinciale della Uil Edoardo Radolovich. «La Direzione regionale del Veneto scrive il sindacalista che di fatto dovrebbe coordinare tutti gli uffici periferici si trova in condizioni disastrose sia per quanto riguarda il personale sia per la sede che risulta oltremodo disagiata e senza i minimi requisiti di sicurezza previsti dalla legge 624 del 1994». Nella lettera inviata al ministro per i Beni culturali e al direttore Malara i quattro sostengono che «a quasi quattro anni dall'istituzione dell'Ufficio, la situazione non solo non ha trovato segnali di miglioramento, ma il disagio e le difficoltà sono aumentate». E le lamentele che avanzano sono pesanti: nessun reale incremento del personale, nessuna assegnazione di figure professionali di supporto, nessun rispetto dei mansionari e nessuna definizione dei criteri di distribuzione dei carichi di lavoro. A questo si aggiungono i tagli alle spese per il funzionamento quotidiano. In questa situazione, «giornalmente viene mortificata al ribasso la professionalità degli scriventi» concludono mestamente i quattro funzionari.