Appalto a giugno Poi due anni e mezzo di lavori Forse perché è stato battezzato «Nuvola» il progetto del Centro congressi Italia, da realizzare all'Eur, finora ha assunto l'impalpabilità del vapore. L'idea di Massimiliano Fuksas fu scelta sei anni fa dal Comune per la lievità che avrebbe dato ad un edificio con funzioni pesanti: sale congressuali, un albergo, spazi commerciali. Ma con la «Nuvola» non si è mai riusciti a passare dai disegni, dai rendering, all'apertura di un cantiere. Il project financing è stato in mano ad un imprenditore di Bari, Carmine De Gennaro, che non è riuscito a far decollare l'opera divenuta col passare degli anni l'intervento romano di grande architettura più citato senza neppure avere le fondamenta, un ente non esistente. Alla vigilia dì Natale tra l'Eur Spa e la società barese concessionaria del Centro congressi è stato raggiunto un accordo consensuale per sciogliere ogni impegno. "E così sì riparte da capo, ma non da zero» sottolinea Fuksas, in vacanza a Marrakesh. Inutile, secondo il progettista, ritornare sui tanti problemi che hanno impedito l'apertura del cantiere. «Ora bisogna finalmente guardare al futuro. Azzerato tutto, a giugno ci sarà la gara d'appalto: una procedura che mette da parte le velleità legate al project financing. Prevedo che entro due anni e mezzo i lavori potranno essere conclusi. Oggi la tecnica edificatoria è capace di fare miracoli. Se tutto andrà liscio, nel Natale dì Roma del 2009, il 21 aprile, i roma-ni potranno....camminare nella Nuvola». «Tutto questo tempo perso almeno è servito a qualcosa dice Massimiliano Fuksas . Il mio progetto della Nuvola è stato perfezionato nei particolari, anche migliorato. Ed ha otte-nulo ogni autorizzazione richiesta, perfino quella dei vigili del fuoco. La parte burocratica sì potrebbe dire già superata, e questo è un gran vantaggio». «Sarà il Campidoglio preannuncia Fuksas a decidere nei prossimi mesi chi e come gestirà le attività del nuovo complesso congressuale. Questo non mi riguarda. Per ora mi godo la soddisfazione di vedere che il mio progetto riprende vita. E non per merito dell'imprenditoria privata, tanto esaltata negli ultimi anni. Ma grazie alla mano pubblica: Comune ed Eur Spa sì sono impegnati in modo decisivo per risolvere una vicenda paradossale».