BLITZ DELLA POLIZIA AMBIENTALE Sembravano bracconieri ed invece erano tombaroli. Che per poco non hanno trafugato i resti di due antiche tombe che loro stessi avevano portato alla luce. Ad impedire l'operazione sono stati gli uomini della polizia ambientale di Caserta, Polvica e Somma Vesuviana, che alle 7 e 45 di ieri stavano perlustrando la collina Cammarano, a Roccarainola. «Eravamo a bordo della nostra auto quando abbiamo notato alcune persone chine sul terreno. Pensavamo che fossero intente a sistemare reti per catturare gli uccelli e invece - racconta Giovanni Cimmino, ispettore capo della sezione provinciale di Napoli dell'associazione nazionale Enalcaccia - abbiamo notato lo scavo». Sul quel pendio tapezzato di ulivi sono affiorati così due sarcofaghi costituiti da blocchi di pietra lavica e tufo. Da quanti secoli fossero lì nessuno per il momento lo sa con precisione. Gli esperti della Sovrintendenza arriveranno sul posto questa mattina. Intanto la Procura di Nola ha sottoposto a sequestro l'intera area, affindandone la custodia ad Aniello Piscitelli, propietario del fondo. Predisposti anche i servizi di sorveglianza per evitare ulteriori scempi. Sul posto anche i carabinieri della stazione di Roccarainola, agli ordini del maresciallo Salvatore Scirè Scapuzzo, e quelli della compagnia di Nola con il tenente Antonio Guglielmi. Allertati anche i vigili urbani e la guardia forestale. Nonostante sia buio fitto sull'epoca delle sepolture cominciano già a prendere corpo alcune ipotesi. Secondo gli storici del luogo i resti potrebbero appartenere ai componenti di un ordine monastico. A pochi metri dalle tombe infatti sono ancora visibili le rovine di quello che si sostiene fosse un antico convento di epoca medievale. Un cumulo di macerie dove qualcuno, nonostante la strada impervia, ancora si reca per accedere lumini. Segno evidente che i tombaroli messi in fuga sapessero con esattezza dove scavare.