PATRIMONIO ARTISTICO A RISCHIO SCATTANO LE MISURE DI SICUREZZA E PREVENZIONE SU TUTTO I LTERRITORIO PER SCORAGGIARE LE INCURSIONI Cresce l'allarme dopo il furto del busto che raffigura l'abate Amico Canobio Il Sacro Monte sarà dotato di un sistema antifurto per scoraggiare i ladri. Intanto sale l'allarme per i furti di opere d'arte. Vale almeno venti-trentamila euro sul mercato clandestino dell'arte il busto seicentesco dell'abate Amico Canobio, trafugato dai ladri al Sacro Monte d'Orta. Le indagini dei carabinieri di Orta stanno proseguendo e la presidente della Riserva Naturale del Sacro Monte, Fiorella Mattioli Carcano, ha segnalato subito il furto anche alla Soprintendenza. «Si è trattato di un colpo opera di persone specializzate, che conoscono in modo approfondito non soltanto il campo dell'arte, ma anche quanto è stato fatto al Sacro Monte negli ultimi tempi. Infatti non solo non hanno rubato la statua di padre Cleto da Castelletto che si trova nella quindicesima cappella, perchè sapevano che si trattava di una copia, ma hanno anche anticipato l'installazione dei sistemi di allarme e di antifurto che abbiamo deliberato di collocare. Grazie a questa protezione il Sacro Monte diventerà certamente più tutelato nei confronti dei malintenzionati». Attualmente le cappelle vengono controllate ogni giorno, ed anche il furto del busto dell'abate Canobio è stato scoperto nel corso del giro di controllo effettuato dalla guardia parco Lidia Coniglio. Un anno fa erano stati trafugati due angeli lignei del Seicento, collocati nell'edicola dedicata a sant'Antonio. I cacciatori di arte sacra sono costantemente in agguato. Sul sito Internet della Polizia di Stato vi è ad esempio la segnalazione di un quadro raffigurante la Madonna con il Bambino risalente al Seicento, del valore di tremila e 500 euro, trafugato da un appartamento di Novara nel dicembre del 2004. Ma chi potrebbe essere interessato al busto seicentesco dell'abate novarese, fondatore anche del Monte di Pietà? «C'è chi si tiene nel giardino della villa la statua del Cinquecento - risponde don Carlo Scaciga, direttore dell'ufficio diocesano dei beni artistici - quindi non ci si deve meravigliare. Proprio nella nostra diocesi abbiamo avuto parecchi casi clamorosi: uno di questi è la vicenda del Guercino, un dipinto rubato trent'anni fa in una chiesa di Campello Monti, trafugato a scopo di estorsione. I ladri chiesero il riscatto al parroco che, ovviamente, non pagò, ed il dipinto venne trovato per caso molti anni dopo». I ladri di arte sacra comunque, non si fermano davanti a nulla: «L'estate scorsa mi trovavo ad Assisi, e vidi nella vetrina di un negozio di antiquariato, che era chiuso, addirittura delle reliquie in vendita. Allora - dice don Carlo - io posso capire che un collezionista o un malvivente possano avere interesse ad un reliquiario intarsiato con pietre preziose, ma non posso accettare che nelle mire dei ladri entrino anche i pezzi di ossa di santi e martiri venerati dai fedeli. Ovviamente ho denunciato subito il fatto ed avvertito il vescovo di Assisi». Il busto dell'abate Canobio apre la lista dei furti di arte sacra del 2006: «Ma sono passati solo pochi giorni dall'inizio dell'anno, e fa ancora freddo - osserva don Carlo - poi i ladri si scatenano e noi dobbiamo assolutamente aumentare la sorveglianza. Facile dirlo, quasi impossibile da tradurre in pratica, perchè è molto più facile tutelare il Louvre o San Pietro piuttosto delle nostre chiese, perchè lo spazio su cui sono disseminate è enorme».