Completato il catalogo di ben 50 mila oggetti sacri I responsabili del lavoro: «Senza la catalogazione era molto difficile per chi doveva svolgere indagini mettere a fuoco i particolari di un oggetto trafugato E se un bene è archiviato diventa anche subito meno commerciabile» I tesori delle chiese spariscono? Mettiamoli tutti in un cd. Sarà per un'ironica coincidenza del fato, ma proprio nel momento in cui la diocesi di Vicenza è sotto emergenza per l'agire indisturbato della banda svuota-chiese, giunge la notizia della conclusione di un imponente progetto, iniziato due anni fa, di catalogazione di tutti i beni parrocchiali della diocesi. La compilazione è stata frutto della fatica di una vera e propria equipe di esperti, una ventina in tutto, che nel corso degli ultimi due anni hanno visitato, una per una, tutte le 354 parrocchie della diocesi, fotografando ogni oggetto sacro, ed archiviandolo secondo un formulario fornito dalla stessa Conferenza episcopale italiana, promotrice del lavoro portato avanti in tutte le diocesi d'Italia. Il catalogo, già spedito alla Cei e all'archivio di Stato, verrà consegnato ad ogni parrocchia "compresso" in un cd. «L'immane lavoro, terminato da poco, ha letteralmente portato alla luce ben 50.000 oggetti sacri, tra cui ogni tipo di paramenti, calici, dipinti, statue, ostensori, nonché tantissimi altri tesori, spesso molto antichi, che a volte giacevano inutilizzati in qualche cassettone o armadio», spiegano i coordinatori del progetto, l'architetto Marcella Michelotti e il dottor Ettore Napione, che nel corso dei due anni hanno diretto una quindicina di persone, molte delle quali specializzate in conservazione dei beni culturali. Ma a fianco dell'équipe ufficiale hanno collaborato, ovviamente, anche i singoli parroci, nonché quelle persone attive in ogni parrocchia, spinte da personale interesse per l'arte o, semplicemente, da un mai sopito istinto "all'Indiana Jones": «È stato emozionante portare alla luce oggetti così carichi di storia, che trasudano decenni, se non secoli, di devozione, sguardi, suppliche, preghiere, rituali di altri tempi - racconta uno dei collaboratori -. In molte parrocchie abbiamo trovato calici o paramenti risalenti a prima del Concilio Vaticano II. Nessuno nega che possano tornare nuovamente a splendere sugli altari delle loro chiese». Ma la cosa più sorprendente venuta alla luce durante l'archiviazione è che, prima che intervenissero i malfattori della gang svuota-chiese, ci ha pensato qualche parroco, ingannato dalla sua stessa buona volontà, a "ripulire" la sua chiesa di molti oggetti ritenuti troppo vecchi, di cui sembrava meglio disfarsi, e che purtroppo potevano essere di gran valore: così, la frenesia di rinnovamento del dopoguerra, ovunque diffusa, ha causato la drastica riduzione di ben il 50 di tutti i beni parrocchiali. Altro che banda svuota-chiese! Rimane solo da augurarsi che non sia proprio quest'ultima a concludere, proprio in questi ultimi mesi, l'opera di "svecchiamento". «L'inventario, 50.000 schede ognuna con foto a colori e particolareggiata descrizione artistico-storica di ogni oggetto - spiega il direttore dell'ufficio beni culturali della diocesi di Vicenza mons. Virginio Sanson - oltre ad avere già di per sé un importante valore ai fini della valutazione artistica del patrimonio di ogni parrocchia, fornirà un grande aiuto alla polizia, alla quale è già stato fornito il censimento. Senza catalogazione, infatti, era molto difficile, per chi doveva svolgere le indagini, capire esattamente le specifiche di un oggetto trafugato. Inoltre, in questo modo, avendo effettuato la schedatura secondo le normative ufficiali europee, verrà facilitata ogni tipo di collaborazione a livello internazionale». «Per di più - aggiunge Napione - se un bene viene schedato ed archiviato diventa subito meno commerciabile e, di conseguenza, meno appetibile». Insomma, una bella responsabilità, d'ora in avanti, per ogni parrocchia: oltre a proteggere i propri beni reali, dovrà gelosamente custodire in cassaforte quelli virtuali di tutte le altre parrocchie. Mai un semplice cd (quello con il catalogo) è stato più prezioso: e che nessuno provi solo ad immaginarsi l'eventualità di vederlo cadere nelle mani sbagliate (Nelle foto in alto, la chiesa di S. Gaetano e il quadro trafugato tre giorni fa)