Potrebbe trattarsi di torrette di guardia Quattro misteriosi manufatti circolari del diametro di 7 metri ciascuno sono stati rinvenuti sulle colline tra Santo Stefano Belbo, Cossano e Castino. Il ritrovamento (il luogo preciso non è dato sapere), è opera del veterinario di Nizza Valter Barberis, appassionato di archeologia che da anni si occupa della ricostruzione della strada Duecentesca che nel Medioevo collegava le Langhe e l'Astigiano alla Liguria. «Si tratta di una scoperta molto importante - sostiene lo studioso - che permetterà di aggiungere un tassello fondamentale alla ricostruzione della storia di questo territorio». I siti, della grandezza di circa 20 metri quadri ciascuno e distanti alcune centinaia di metri l'uno dall'altro, sono stati visionati nei giorni scorsi dai tecnici della Soprintendenza per i beni artistici e culturali e giudicati di estremo interesse: «Non abbiamo trovato il Colosseo sulle colline di Cesare Pavese - ha commentato Barberis - ma siamo sicuramente di fronte ad una bella scoperta». In questi giorni inizieranno le prime ricognizioni ed è possibile che a metà mese i risultati vengano annunciati durante una conferenza stampa. Sul luogo esatto del ritrovamento viene tenuto il più stretto riserbo, così come sulla natura dei manufatti: «Non ci siamo mai imbattuti in costruzioni del genere - ha spiegato il veterinario-archeologo - quel che è certo è che si tratta di un opera dell'uomo e non di una costruzione naturale». È altrettanto certo che i misteriosi circoli di pietra sono situati nelle vicinanze della strada che nel Medioevo collegava la zona meridionale dell'Astigiano con Savona ed Albenga. Un sentiero stretto, con pendenza del quindici per cento, adatto al transito di carri e cavalli. Potrebbe forse trattarsi di torrette di avvistamento, ma è tutto da chiarire. La carreggiata è stata disegnata sulle alture che costeggiano il Belbo intorno al 1200, quando i Comuni della Valle Belbo facevano parte della vasta Marca aleramica, ed ha permesso di studiare approfonditamente la sistemazione delle pendici nel Medioevo e le coltivazioni del tempo, come quella del castagno da frutto, che occupò gran parte delle campagne fino al 1600, smentendo così la presenza di sole foreste sul territorio. L'intera valle del Belbo è ricca di siti archeologici importanti: a Canelli, in regione Fello, sono stati ritrovati oggetti risalenti alla tarda Età del Ferro, nonché alcune tombe romaniche; a Nizza, in regione Cremosina, è stata rinvenuta una necropoli, anch'essa dell'Età del Ferro, mentre numerosi altri siti longobardi si trovano a Santo Stefano Belbo.