Il presidente: «Cifre false». Ribattono le sezioni: «Non c'era bisogno di vendere la sede, convochi il congresso» Mercoledì prossimo registri e conti alla mano Carlo Ripa Di Meana, presidente di Italia Nostra, dirà nel corso di una conferenza stampa la sua sulla guerra in atto tra i soci dell'associazione. Un modo, dice il presidente contestatissimo in casa propria, si porrà fine «alle bugie». In un comunicato stampa scrive: «È in corso una concitata campagna stampa contro Italia Nostra, il suo consiglio direttivo nazionale e il suo attuale presidente: una campagna di chiara ispirazione politica, costruita in un frastuono di notizie false o distorte ad arte e su un rincorrersi di dati e cifre approssimativi». E aggiunge: «Afronte di 11mila soci e di 200 sezioni, si parla prima di 50, poi di 55, improvvisamente 60 sezioni autoconvocate e di 500-700 firme di soci a sostegno della richiesta di un congresso straordinario... assolutamente nulla risulta pervenuto fino ad oggi alla sede centrale dell'associazione, ad eccezione di una richiesta formulata da 12 soci con firme in parte illeggibili e non autenticate». Ribattono le sezioni autoconvocate: «Le sezioni autoconvocate di Italia Nostra, appreso dalle agenzie di stampa che il presidente Ripa di Meana giudica "diffamatorio" la legittima richiesta di confronto congressuale e che nega di aver ricevuto le 726 firme di soci richiedenti il congresso secondo l'art. 10 dello statuto, annunciano che a disposizione dei giornalisti saranno le firme raccolte, il bilancio consuntivo 2004 approvato dal direttivo (compresi i tre vicepresidenti autori del "ribaltone") e dai soci nella scorsa primavera accompagnato dalla relazione dei revisori dei conti e una dettagliata relazione condivisa dai consiglieri dimissionari sulla situazione finanziaria dell'associazione. Le sezioni si chiedono cosa intenda dire il presidente quando afferma che la richiesta del congresso straordinario è "eterodiretta" e quali sono le affermazioni "diffamatorie" sin qui rilasciate». È guerra, altroché. Villa Astaldi sarebbe stata venduta per circa dodici milioni di euro al - secondo un tam tam sempre più insistente - gruppo che possiede l'acqua Rocchetta. Secondo Ripa Di Meana non c'erano alternative. Anche in questo caso l'ex presidente Desideria Dall'Onda Pasolini non la pensa così: «Sono stata presidente dal 1998 fino allo scorso luglio: il debito si aggirava sui 600mila euro che, a fronte dell'ingente patrimonio immobiliare dell'associazione, sono davvero una piccola percentuale. In realtà sono molto addolorata perché da mesi noto un grande silenzio di Italia Nostra su temi che ci hanno sempre trovato in prima linea: dalla legge Delega ambientale, al degrado del Ministero dei Beni culturali, alla legge sui centri storici. Il vero problema è culturale non economico». ---------------------------- L'associazione nata in difesa del paesaggio- Italia Nostra è nata nel 1955 dalla volontà di un piccolo gruppo di persone, tra cui l'ex presidente Desideria Pasolini dall'Onda, contro un nuovo sventramento del centro storico di Roma. Il suo primo presidente è stato Umberto Zanotti Bianco. Da oltre quattro decenni le attività di volontariato culturale organizzate da Italia Nostra hanno contribuito a diffondere nel Paese la "cultura della conservazione" del paesaggio urbano e rurale, dei monumenti, del carattere ambientale delle città e dei loro centri storici.
Italia Nostra, Ripa di Meana lancia la sfida sui conti
Il presidente di Italia Nostra, Carlo Ripa Di Meana, ha affermato che ci sono false notizie e cifre false sulla guerra in atto tra i soci dell'associazione. Ha convocato il congresso straordinario e ha chiesto di registrare e contare le firme dei soci. Il consiglio direttivo nazionale e il presidente attuale hanno risposto che la richiesta del congresso è "eterodiretta" e hanno chiesto di sapere cosa intenda dire il presidente. Le sezioni autoconvocate hanno affermato di aver ricevuto le 726 firme di soci richiedenti il congresso e di aver raccolto il bilancio consuntivo 2004 e la relazione dei revisori dei conti.
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