Il Comune manda le ruspe per rendere accessibile la zona ai pullman. Gli ecologisti: "Violati i vincoli paesaggistici" PER l'amministrazione comunale di Capaci è ben poca cosa: un paio di giornate di ruspa per spianare un'area e costruire una pista d'accesso per i pullman. Per Lav, la lega antivivisezione e per Legambiente, l'opera in cantiere è un massiccio sbancamento abusivo che ha liquidato uno dei due «paesaggi dunali» esistenti in provincia di Palermo. Sui diversi punti di vista intorno alle opere in corso sul lungomare di Capaci in vista dell'arrivo del tour evento di Moira Orfei e del suo circo Massimo, è chiamata a pronunciarsi la magistratura. Un esposto con la richiesta di sequestro preventivo dell'area è stato presentato dal responsabile nazionale Lav della vigilanza sui circhi, Giovanni Guadagna e dal portavoce di Legambiente Palermo, Giuseppe Messina. Nell'esposto si segnala anche il mancato intervento di Capitaneria di porto e Soprintendenza, dato che la zona è sottoposta a vincolo paesaggistico. Ritenendo che le opere fossero state realizzate dallo stesso circo che arriverà il 13 gennaio, la denuncia punta l'indice sulla presunta responsabilità della società che cura l'allestimento e la realizzazione degli spettacoli di Moira Orfei. Se dall'ufficio comunicazione del circo ribattono che l'accordo con l'amministrazione prevede la concessione dell'area e nessuna opera a carico del circo, dal Comune di Capaci, il sindaco Enzo Longo ammette: «Abbiamo fatto tutto noi in economia. Un lavoretto da niente, di appena 3000 euro. Si è trattato di creare una pista di accesso all'ingresso del circo per permettere ai pullman di arrivare fino a ridosso del tendone». Nessun dubbio sul fatto che l'opera potesse essere realizzata e, anzi, che dal punto divista del primo cittadino potrà addirittura servire per il futuro. «Abbiamo spianato dei cumuli di sabbia che erano il risultato di un precedente lavoro di spianamento per la realizzazione di un parcheggio a ridosso del lungomare. Prevediamo infatti che dopo il circo i commercianti locali possano utilizzare l'areaper manifestazioni commerciali temporanee». Di tutt'altro avviso animalisti e ambientalisti per i quali è stato compiuto un vero e proprio scempio ambientale «con mas-sicce alterazioni morfologico naturalistiche e paesaggistiche in area sottoposta a tutela». Con il lavoro delle ruspe non sono scomparse infatti solo le dune di sabbia che dal litorale mascheravano la vista delle costruzioni spintesi fin quasi a ridosso della spiaggia, ma anche la vegetazione che era cresciuta sulla sommità. Cancellato anche buona parte del canneto. Ma nell'espo-sto è messa sotto accusa la stessa idea di affidare una porzione sabbiosa confinante con la spiaggia ad un circo. Il pericolo è quello di un inquinamento dell'intera area per effetto dello scarico di acque e detriti «a meno di 100 metri dal mare». Il tour che inizia a Capaci e toccherà varie città siciliane prevede l'arrivo di 180 persone di staff, un centinaio di animali e una carovana di mezzi per trasportare la quale sono state prenotate due navi speciali. «Una struttura mastodontica sottolinea Giovanni Guadagna del tutto incompatibile con l'ecosistema costiero». Dal circo, Sandro Ravagnani, procuratore e responsabile della comunicazione di Moira Orfei ribatte: «Non ci siamo occupati dell'area. Avevamo bisogno per il nostro allestimento di una superficie di almeno 22 mila metri quadri e questo per potere rispettare tutti i parametri imposti dalla legge. Il comune di Capaci, intenzionato a scrollarsi di dosso la triste fama che lo lega alla strage, ha colto la straordinaria opportunità offerta da un tour che celebra i 50 anni di attività di Moira Orfei. Non a caso abbiamo non solo il patrocinio dei Comuni di Palermo e Capaci, ma anche quello della Provincia, della Regione e del Ministero dei Beni culturali». Credenziali di tutto rispetto che rischiano di ritorcersi in una pessima figura se Lav e Legambiente dovessero aver visto giusto.