II Banco dei palazzi perduti: dai "gioielli" settecenteschi alla sede liberty di Palermo. Seicento milioni per la cessione. I sindacati: "è una svendita ". Per circa 600 milioni di euro il Banco di Sicilia ha definitivamente perso la proprietà delle decine di palazzi storici e filiali passati interamente a Capitalia dopo la "scissione parziale immobiliare" approvata dal consiglio di amministrazione del Bds. Tra i palazzi passati a Capitalia le sedi storiche di Palermo, ad esempio il palazzo Favaloro Gallo e le sedi centrali in via Roma e piazzale Ungheria. Via anche gli immobili nel resto d'Italia, dalla sede di Milano a quella di Torino. Rimangono in mani siciliane Villa Zito e Palazzo Branciforte, acquistati dalla Fondazione del Banco di Sicilia. Questo è l'ultimo tassello, dopo il passaggio di servizi e personale a Capitalia Solutions, dell'inglobamento Bds nel gruppo romano. Ma i sindacati attaccano: «Il valore calcolato nel passaggio è inferiore di molto a quello di mercato e questo rappresenta un danno per il Bds e un interrogativo pesante sui bilanci futuri della banca siciliana». La Fabi attacca: "Il valore che sarà iscritto in bilancio è molto inferiore a quello di mercato e così l'istituto non ha più un patrimonio". PER meno di 600 milioni di euro il Banco di Sicilia ha definitivamente perso la proprietà delle decine di palazzi storici e immobili passati interamente a Capitalia dopo la "scissione parziale immobiliare", approvata dal consiglio di amministrazione del Banco di Sicilia. Ultimo tassello, dopo il passaggio di servizi e personale a Capitalia Solutions, dell'inglobarli ento Bds nel gruppo romano. Da oggi il Banco non ha più nessun diritto sugli immobili, in cambio potrà caricare per un anno in bilancio un attivo per 560.902.698,04 euro, il valore civilistico assegnato al 30 giu-gno2005 inbase al quale Capitalia ha, per così dire, pagato il Banco per la cessione dei palazzi e delle sedi delle filiali. Ma i sindacati attaccano: «Questo valore è inferiore di molto a quello di mercato e questo rappresenta un danno per il Bds». Rimangono in mano siciliane villa Zito e palazzo Branciforte a Palermo acquistati dalla Fondazione Bds. Tra gli immobili oggetto di scissione le sedi storiche del Banco. Capitalia adesso è completamente proprietaria della stessa sede palermitana del Banco in via Roma valutata nella scissione 25.713.132 euro (ma che nel bilancio Bds 2004 aveva un valore di oltre 26 milioni di euro), palazzo costruito nel 1936 e sede del Bds dalla fine degli anni '50. Oppure il palazzo Favaloro Gallo del 1908 in perfetto stile liberty con fregi in stucco e i classici decori in ferro battuto, comprato dal Banco nel 1939 e posto ai vincoli architettonici della soprintendenza, adesso passato a Capitalia per il valore di 4.090.904 euro. Nelle mani romane anche le grandi sedi del Bds di piazzale Ungheria (valutato oltre 56 milioni di euro, in questo caso più che nel bilancio Bds del 2004 dovevaleva37 milioni di euro) eia sede di via Guccia (per 54.432.309 euro).Via anche il palazzo a Caltagirone, nella piazza centrale del centro storico, che risale al 1783: nella scissione è stato valutato 2.369.543 euro. O ancora la sede di Caltanissetta dei primi del Novecento per 4.521.530 mila euro. Capitalia controllerà completamente e potrà inserire adesso nel proprio patrimonio immobiliare anche il palazzo in piazza Archimede a Siracusa, edificio storico e anch'esso sotto vincolo della soprintendenza, valutato 5.571.448 euro. Questi sono soltanto alcuni dei palazzi fiore all'occhiello della secolare banca isolana. Per quanto riguarda altre sedi importanti nel resto d'Italia spicca quella di Milano in via Santa Margherita, inserita nel passaggio romano per ben 41.757.043 euro, quella di Torino in via Alfieri, valutata oltre 10 milioni di euro e infine palazzo Fontana, sede di Trieste, edificio dei primi dell'Ottocento, inserito nella scissione per un valore civilistico di 5.933.829 euro. Dal grande trasferimento di proprietà che ha asciugato il patrimonio del Banco di Sicilia si sono salvate villa Zito e palazzo Branciforte acquistati prima della scissione dalla Fondazione del Banco di Sicilia che ha pagato 12 milioni di euro per villa Zito, splendido edificio in via Libertà che risale al '700, e 8 milioni di euro per palazzo Branciforte in via Bara all'Olivella. Il resto degli immobili non potrà più essere inserito nei bilanci dei prossimi anni del Banco di Sicilia, e per i sindacati questo significa che «al momento il Bds è soltanto una rete di sportelli» e che comunque il valore civilistico girato da Capitalia al Banco di Sicilia, per un totale di quasi 600 milioni di euro (e che bel bilancio del Banco nel 2004 valeva 552 milioni di euro), «non rispecchia il reale valore degli immobili». Ad esempio villa Branciforte, ceduta alla Fondazione per 8 milioni di euro, ha un valore civilistico al 30 giugno 2005 di 5 milioni di euro: «Anche se gli immobili rimangono nel gruppo dicono Carmelo Raffa e Gabriele Urzì dirigenti della Fabi, sindacato dei bancari il valore loro assegnato è inferiore a quello di mercato, questo avrà ripercussioni sul patrimonio reale del Banco, inoltre si avranno conseguenze negative sui bilanci futuri del Bds: i circa 600 milioni di euro saranno iscritti nell'attivo, ma la cifra poteva e doveva essere molto più alta».