Palermo La cronaca ha riportato ultimamente in primo piano i due problemi cittadini qui in argomento. Il 17 dicembre scorso la professoressa Marina Guttilla, a conclusione del resoconto sul convegno internazionale promosso dall'Università, riferiva del voto unanime dei convegnisti, del rettore, del consiglio regionale dei Beni culturali e del mondo della cultura, per fare uscire finalmente dal chiuso dei depositi il prezioso patrimonio del nostro Settecento storico e artistico. 1129 dicembre dalle cronache cittadine apprendevamo che la Provincia nel consegnare l'ultimo lotto dei lavori dì recupero di Palazzo Sant' Elia non sa ancora se la Fondazione Guggenheim vorrà assumerlo o meno come propria sede decentrata in Sicilia, secondo noti e remoti accordi. Ma proprio in tale incertezza e nella potenziale connessione quindi tra i due problemi, è tempo di ricordare a chiare lettere che Palazzo Sant'Elia ha di sicuro tutti i numeri per ospitare eventualmente e degnamente il "Museo del Settecento". Almeno allo stesso livello intasamento del traffico cittadino a parte dei saloni al primo piano dell'Albergo dei Poveri, di più immediata disponibilità regionale. Ma, per tale nuovo museo, quando, nelle dovute sedi ne saranno affrontati e sciolti i vari nodi, progettuali, ubicativi, tecnici, finanziari, che troppo pesantemente e da troppo tempo, ormai lo tengono inceppato?