«La tabella di marcia proposta dalla Giunta pecca di centralismo» Asel all'attacco I Comuni non ci stanno e chiedono alla Giunta regionale più tempo per discutere il piano paesaggistico. La tabella di marcia fissata dalla Regione non lascia molto spazio agli enti locali. Le convocazioni di sindaci e presidenti delle province sono state fissate a partire da lunedì e si concluderanno il 16 febbraio. OGNI RAPPRESENTANTE av r à solo cinque minuti a disposizione per "co-pianificare", con rito abbreviato, il nuovo piano presentato dalla Regione. E per farlo, sindaci e presidenti dovranno raggiungere Cagliari, perché solo lì saranno ascoltati da mamma Regione. Michele Cossa, deputato del gruppo misto eletto tra i Riformatori, ha radunato ieri oltre trenta sindaci iscritti all'Asel, l'associazione degli enti locali di cui è presidente. «La Regione sta procedendo troppo in fretta, i tempi concessi agli enti locali non sono sufficienti », denuncia il deputato. «Parlano di co-pianificazione, ma quella messa in atto della Giunta è solo pianificazione centrale». Il presidente dell'Asel critica duramente l'atteggiamento della Regione «che, nei confronti dello Stato, rivendica la propria autonomia ma poi si dimostra fortemente centralista». L'Asel chiede di rinviare gli incontri o, in alternativa, rivolge l'invito ai comuni costieri a disertare le convocazioni o a considerarle incontri interlocutori, non defi n i t i v i . Anche dal Consiglio regionale si levano critiche ai tempi rapidi proposti dalla Giunta. Secondo Luciano Uras (Prc) il modo in cui sono stati fissati gli incontri «rischia di essere un rituale di consultazione sterile e burocratico», e propone che le riunioni previste abbiano «una funzione di illustrazione preliminare, finalizzata a chiarire gli obiettivi fondamentali della proposta». Per Uras il confronto con la Regione deve essere svolto in due tempi per «dare la possibilità a Amministrazioni provinciali e comunali, sindacati, associazioni dell'impresa, associazioni culturali, ecologiste ed ambientali di approfondire la documentazione ». La proposta di Maria Grazia Caligaris, della Rosa nel pugno, è di ritardare gli incontri. «Rimandare di dieci giorni l'avvio della consultazione permetterebbe di ottenere risultati più soddisfacente per tutti», sostiene la consigliera socialista. «Ci vorrebbe una gestione del tempo meno condizionata dal cronometro».