Accordo anche per abbattere i tre Ponti del Laurentino 38. Sgombero concordato per gli attuali occupanti SIA NEL PRIMO che nel secondo caso, spiega Veltroni, il Comune provvederà alla sistemazione delle centinaia di persone (80 famiglie al Laurentino 38 e circa 140 al residence di via Bravetta), attraverso «soluzioni temporanee. A Roma in questi anni abbia mo trasferito 5 mila persone, senza che si siano mai generate tensioni di sorta». L'ultima operazione è quella di Cinecittà dove ieri è stata sgomberata una scuola occupata da sette anni e dove, fra l'altro, sorgerà un nuovo asilo infantile. Oltre ad intervenire per le soluzioni di emergenza il Comune di Roma lavora al piano di edilizia popolare, da attuare attraverso la vendita di parte del patrimonio abitativo comunale con il quale finanziare la costruzione o riqualificazione di alloggi. «Tutto con risorse del solo Comune. Anche perchè di altri finanziamenti non se ne vedono». La discussione sull'argomento è stata appena avviata in sede di commissione comunale e sarà presto portata in Consiglio per la delibera. Si tratta di una vendita di immobili di Edilizia Popolare di proprietà del Comune. Una vendita alla quale gli inquilini potranno aderire o meno, in maniera del tutto volontaria. Aderendo si potrà acquistare la casa a prezzi agevolati e ristrutturare laddove ce ne sia bisogno a proprie spese. I soldi provenienti dalla vendita confluiranno immediatamente nei fondi per l'emergenza abitativa destinati all'edilizia popolare. «Si tratta di un meccanismo virtuoso», ha dichiarato Patrizia Sentinelli, capogruppo di Rifondazione in Consiglio Comunale e membro della Commissione Casa, «che da una parte consente a tanti cittadini di acquistare la casa in cui vivono da anni e dall'altra crea nuovi alloggi per la sistemazione delle famiglie svantaggiate che sono da tempo in lista d'attesa». A tutto questo andrà ad aggiungersi il primo stanziamento della Regione Lazio per la riqualificazione dei quartieri periferici. Oltre 20 milioni di euro per 16 interventi in aree svantaggiate della periferia romana. Il programma prevede la creazione di nuovi spazi per la cultura, la socialità, l'aggregazione giovanile. Laddove sarà possibile si cercherà di ristrutturare stabili in abbandono, per lo più vecchi casali e cascine di campagna. In altre zone, come a Torre Maura, nasceranno centri nuovi di zecca. «Il modello a cui ci ispiriamo», ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Pietro Marrazzo, «è quello di una città in cui anche i cittadini delle periferie possano avere le stesse chance di chi abita nel centro storico ». «Abbiamo finanziato 700 imprese nelle periferie», aggiunge Veltroni, «che hanno dato 3 mila posti di lavoro, con un contributo di 39 milioni di euro».