«Sono sempre di più le città che mettono i bambini al centro delle loro politiche. Invece da parte del governo sono stati fatti passi indietro». È il giudizio del direttore generale di Legambiente, Francesco Ferrante, alla presentazione di «Ecosistema bambino 2006», il nono rapporto sulle politiche per l'infanzia delle città capoluogo di provincia. «Il ministero del Welfare - ha detto Ferrante - non ha più rifinanziato la legge 285 per le politiche dell'infanzia ed il ministero dell' Ambiente non ha più finanziato il premio «Città amiche dei bambini » che veniva dato ogni anno. Questa mancanza di fondi ha pesato soprattutto sulle città del sud. Nel rapporto di Legambiente, Roma, pur mantenendo un discreto posto, il diciassettesimo, arretra rispetto all'anno precedente. «Roma - ha affermato Luciano Ventura, responsabile settore ragazzi dell'associazione - ha scontato il fatto di essere una città dispersiva, le difficoltà della mobilità sono un ostacolo alla partecipazione e questo nonostante gli investimenti e gli sforzi della città capitolina ». «Il rapporto Ecosistema bambino 2006 rappresenta un importante parametro di rilevazione e un riscontro significativo in considerazione dell'incidenza delle politiche in favore dell'infanzia». È quanto afferma, in una nota, Pamela Pantano, assessore alle Politiche dell'infanzia e della Famiglia del Comune di Roma. «I risultati emersi riconoscono alla Capitale e all'amministrazione comunale il merito di aver proseguito in una politica volta alla sensibilizzazione e alla risoluzione delle problematiche connesse alle fasce più deboli - continua Pantano - Il risultato di Roma, prima nella sua Regione, al di là delle posizioni di classifica, rimane buono. Unica metropoli tra le prime posizioni, Il problema della 'dispersionè nella città è stato combattuto e debitamente considerato attraverso azioni mirate - conclude l'assessore - Con il sostegno a ben 39 ludoteche, un vero primato nel Lazio».