CONTRORDINE Mercoledì era arrivata la doccia fredda. «Dopo il ponte dell'Epifania le Terme chiudono». Poi, ieri pomeriggio, il contrordine. «Le Terme resteranno aperte ancora un po' per non pregiudicare le possibilità di una positiva chiusura della trattativa». Tutto si può dire tranne che queste siano state Festività tranquille a Montecatini. Prima di tutto per i lavoratori dello stabilimento termale che hanno visto aprirsi, lo scorso 20 dicembre, una procedura di mobilità per 40 dei 56 lavoratori. Ma anche, impossibile negarlo, per tutta la città dal momento che le iniziative di lotta dei lavoratori (in sciopero dal 22 fino a mercoledì) hanno influito in maniera pesante sui turisti in vacanza. Molti di loro, infatti, vista l'impossibilità di accedere alle Terme hanno deciso di rinunciare o di fare anticipatamente i bagagli con ripercussioni economiche a livello commerciale facilmente immaginabili. «Noi vogliamo impedire la mobilità - tuona Fabio Capponi, segretario della Filcams-Cgil di Pistoia - e per questo abbiamo portato avanti questa durissima iniziativa di lotta, ben consci delle ripercussioni che avrebbe potuto avere». L'assurdo della vicenda è che proprio nel giorno in cui i lavoratori hanno ripreso la loro attività è arrivata la notizia che lo stabilimento sarebbe stato chiuso dopo il week-end dell'Epifania. Una decisione assunta dalla direzione locale delle Terme sentendo solo una delle parti in causa. «Eravamo tornati al lavoro - prosegue Capponi - contando sul fatto che proprietà (composta da Regione e Comune di Montecatini) e tribunale di Ascoli (soggetto entrato nella società di gestione al 51 mentre l'altro 49 è detenuto da Santarelli) avevano raggiunto un'intesa cui mancava soltanto l'assenso del secondo soggetto privato (Santarelli, appunto, Ndr) che detiene le quote della società di gestione e che si trova ora all'estero». Il problema maggiore è che nella struttura mancano anche le forniture di base. «Ci sono rimasti soltanto 24 accappatoi per due stabilimenti - denunciano i sindacati - e il gasolio per riscaldare i locali è quasi alla fine ». Il tribunale diAscoli ha atto sapere che lavorerà per approvvigionare la struttura in modo da portare avanti l'attività fino a due scadenze già calendarizzate: il 13 è in programma l'assemblea della Montecatini Partners, parte privata della società di gestione, mentre il 16 si riunirà la Terme Montecatini Spa, la società di gestione nel suo complesso con Regione e Comune che ne detengono il 10. «Il socio privato deve rinunciare alla gestione dell'azienda e deve essere ricostruito un progetto di privatizzazione con presupposti diversi» conclude Capponi delineando l'iter da seguire e lanciando un ammonimento. «Se ravviseremo disallineamenti tra la parte pubblica e quella privata coinvolgeremo la città in una grande protesta e andremo ad Ascoli a manifestare. Non arrivare a una transazione vorrebbe dire che ci sono delle pregiudiziali a chiudere la trattativa e non lo possiamo accettare ».
Contrordine: le Terme di Montecatini restano aperte (per ora)
Mercoledì, dopo il ponte dell'Epifania, le Terme di Montecatini chiudevano. Ieri pomeriggio, però, è arrivato un contrordine: le Terme resteranno aperte ancora un po' per non pregiudicare le possibilità di una positiva chiusura della trattativa. I lavoratori dello stabilimento termale hanno visto aprirsi una procedura di mobilità per 40 dei 56 lavoratori. I turisti, invece, hanno visto influiti negativamente le iniziative di lotta dei lavoratori, che hanno portato in molti a rinunciare alle Terme.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo