La decisione dell'amministrazione di Lucca «a tutela delle falde». L'Ulivo: «Sfregio ambientale» UN CAMPO DA GOL Fsulle rive del Serchio, nel cuore del Parco fluviale, a Sant'Alessio. 48 ettari per 18 contestatissime buche, che costeranno l'esproprio dei terreni a 200 persone. Per lo più agricoltori o vivaisti. Il progetto spunta nel marzo 2004, con una variante al regolamento urbanistico su cui pende un ricorso al Tar: il golf non era infatti compreso nella versione originale, che nella zona prevedeva un intervento di 'agricoltura storica' con il ripristino di vecchi metodi di coltivazione. Il costo sarà di 3 milioni 250mila euro, di cui 1 milione 250 mila in arrivo dalla comunità europea. Una volta completato l'impianto comunale verrà dato in gestione per 20-30 anni ad un privato che collaborerà alla realizzazione. Secondo l'amministrazione il golf rappresenta l'unica soluzione all' inquinamento prodotto dai fitofarmaci necessari alla coltura prevalente del mais, che ha messo a rischio i pozzi che riforniscono l'acquedotto: «Non saranno usati diserbanti - dice l'assessore all'urbanistica Ghiglioni -ma un'erba speciale, che ha solo bisogno di innaffiatura ». E secondo l'assessore allo sport il green 'biologico' rappresenterà un'attrattiva per la città. Ma i dubbi sono tanti. Anche la circoscrizione, governata dal centrodestra, si è opposta. C'è chi solleva obiezioni sull'utilizzo dei fondi Ue, destinati al progetto Life per proteggere la falda acquifera: «I soldi di Bruxelles non riguardano questo cantiere - dice il gruppo consiliare dell'Ulivo - Sono vincolati allo studio ambientale per la salvaguardia della zona, particolarmente fragile». L'impatto sul paesaggio preoccupa: per il capogruppo dell'Ulivo, Tambellini, il green sarebbe «uno sfregio nel tessuto ambientale». E l'idea del campo 'biologico' non lo convince: «Nessun tentativo è stato compiuto sinora per tutelare le acque di falda con i metodi di coltivazione in uso nell'agricoltura biologica». Ai proprietari, che martedì hanno visto partire le procedure di esproprio a 2,50 euro almetro (7,50 per i coltivatori diretti, ma senza la copertura del soprassuolo), non va giù che sui terreni venga realizzata una struttura che sarà gestita dai privati: «Come saranno scelti i soci privati? - commenta Tambellini - Attraverso una gara pubblica? Oppure il socio privato eventuale, di fatto esiste già? Nel qual caso lascio ai cittadini e alle istituzioni competenti il giudizio sulla legalità dell'operazione, che finirebbe per tutelare un interesse privato». Gli abitanti della zona non nascondono il timore di mire speculative su un territorio ancora intatto. E secondo Tambellini l'ipotesi non è poi così remota: «Il green aprirà comunque un varco all'edificazione su un terreno vergine. Perché sicuramente verranno costruiti anche spogliatoi e strutture ricreative ».