Primo itinerario tra Posillipo e tomba di Virgilio. Dalle 10 alle 14 chiude via Chiaia: taxi in rivolta. Potenziati bus e funicolare Ci siamo. Dopo le polemiche per il ritardo dei programmi e un minor stanziamento di fondi, parte il Maggio dei Monumenti edizione 2003. Oggi avremo alcune ghiotte anticipazioni, da domani la manifestazione entra nel vivo, con appuntamenti prestigiosi e, si spera di no, con i soliti problemi. Intanto domenica il Maggio coinciderà anche con la giornata ecologica: con le auto ferme dalle 9.30 alle 13.30 in tutto il territorio cittadino sarà più agevole godere Napoli e i suoi tesori. Il primo week end nasce sotto il tema «Il Belvedere, dalla collina di Posillipo». L'itinerario suggerito passa attraverso il Parco Virgiliano, la Grotta di Seiano, il Parco Archeologico di Pausilypon, la Crypta Neapolitana e le Tombe di Virgilio e Leopardi. Parlando dei problemi c'è da aggiungere subito che si tratta di siti non facilmente raggiungibili. Soltanto alla Crypta, a Piedigrotta, si può arrivare con il metrò, la linea 2, alla stazione di Mergellina. Qui il Parco Vergiliano (da non confondere con il più grande Virgiliano di Posillipo) è un'oasi di pace. Lo scenario, rispetto a qualche anno fa, tempi di devastazioni e incuria, è cambiato, in positivo. Le difficoltà sono rappresentate dalla mancanza di informazioni, soprattutto per i turisti stranieri (e il colombario, supposta tomba di Virgilio, è meta di «pellegrinaggi» soprattutto di americani, francesi e tedeschi); poi i lavori alla Crypta sono ancora lontani dalla fine; gli affreschi della Sacra Famiglia, risalenti al 1300, restaurati da non molto tempo, avrebbero bisogno di un'altra ripulita. Comunque, trattandosi di un parco recintato, come le stesse Grotte di Seiano e il Virgiliano, tutto sommato la situazione è buona. I problemi nascono quando si seguono gli altri percorsi. Ad esempio, domani mattina è prevista una visita guidata «Per le antiche scale. Il Belvedere: Napoli dalla collina al mare. Rampe di Pizzofalcone e pedamentina di San Martino». Sperando che i due luoghi, molto suggestivi, siano stati ripuliti. Perché ieri non lo erano. Le scale di San Martino erano lo stesso ricettacolo di rifiuti, comprese siringhe usate, di sempre. A Pizzofalcone poi la situazione, se possibile, è peggiore. Le mura greche sono piene di graffiti e scritte. Il belvedere versa in condizioni pietose: mattonelle sbrecciate, ringhiere arrugginite, rifiuti di ogni tipo. E poi nessuna indicazione che dica agli ignari turisti che ci troviamo davanti al nucleo più antico di Napoli, che quelle mura prese a pallonate da ragazzini di ogni età hanno tremila anni di storia. Comunque sia, si parte oggi con il Maggio dei Monumenti. A Castel Sant'Elmo, per la prima delle Notti d'arte, recital di Peppe Barra, ingresso libero. Al Maschio Angioino, alle 18, il concerto «Vulcano, cantate e sonate dalla terra del fuoco» per il Venerdì della Musica. Domani mattina, invece, per il «luogo ritrovato» al Real Albergo dei Poveri alle 10.30 ci saranno anche il sindaco Iervolino, il vicesindaco Papa, e l'assessore Parente: sarà possibile visitare i cantieri delle Cappelle di Palazzo Fuga. E mentre la funicolare di Montesanto chiuderà oggi e domani a mezzanotte e saranno potenziati i pullman per San Martino, questa mattina, dalle 10 alle 14, chiude al traffico via Chiaia. Si replicherà domenica mattina, il 4 e l'11 maggio. Un'iniziativa voluta dall'assessore Esposito e chiesta anche dal Centro commerciale che terrà i negozi aperti nelle varie domeniche del Maggio (saracinesche alzate nei giorni festivi anche a via Toledo). Una decisione che però ha provocato le proteste dei taxi. «L'assessore ci ha convocato solo in serata - dice Pasquale Ottaviano, segretario del Satar Unci e vicepresidente di Taxivagando, una delle cooperative maggiori della città - e non ci ha chiesto neanche un parere. Non è il primo atto ostile di questa amministrazione nei confronti della nostra categoria. Così non si può andare avanti e nei prossimi giorni ci faremo sentire a Palazzo San Giacomo». -------------------------------------------------------------------------------- Nuovo look con cestini griffati e pannelli per i tesori Sono già arrivati i cestini rossi, griffati Mendini. Tra poco toccherà alla segnaletica, con quasi seicento tabelloni informativi da utilizzare per i monumenti. E poi i cassonetti portarifiuti, i dissuasori, marciapiedi rialzati per non far parcheggiare le auto. Insomma, il centro storico si rifà il look e alla grande. Una serie di iniziative per questo Maggio dei Monumenti che serviranno a rendere più fruibile ai turisti, e agli stessi napoletani, il nostro museo a cielo aperto. Tra piazza del Gesù e via Benedetto Croce sono già stati montati cento cestini portarifiuti. Altri 500 verranno installati in zona nei prossimi giorni. Sostituiranno quelli dell'Asia (quelli grigi e gialli, per intenderci). Sono bullonati a terra, con un sistema a chiave per evitare, nel limite del possibile, gli atti di teppismo a cui andavano soggetti i loro predecessori. «Sono stati montati - spiega l'assessore Luca Esposito - dalla Jolly Pubblicità nell'ambito del contratto per l'arredo pubblicitario. E abbiamo chiesto alla Jolly di anticipare i tempi affinché le strade di maggior affluenza turistica si presentino più pulite e decorose». E lunedì prossimo a palazzo San Giacomo ci sarà una riunione per i tabelloni informativi. Una segnaletica dei monumenti rimessa a nuovo. Quella esistente è largamente insufficiente e ormai cartelli e tabelle sono arrugginiti. «Insieme alla Jolly - spiega il vicesindaco Rocco Papa, che ha anche la delega per il centro storico - altri due soggetti privati, due centri di accoglienza turistica, provvederanno a montare la nuova segnaletica, naturalmente con il parere della Sovrintendenza». E ieri mattina lo stesso Papa ha effettuato un sopralluogo a piazza Miraglia con tecnici della Sovrintendenza. Obiettivo quello di evitare che la piazza del vecchio Policlinico continui a essere un parcheggio a cielo aperto. «Adotteremo una soluzione, probabilmente alzeremo il marciapiede per evitare alle auto di posteggiare, permettendo il solo transito». Infine la riqualificazione del Decumano superiore, partendo da port'Alba e piazza Bellini. Per la prima sono stati stanziati un milione e 400mila euro, per la seconda, invece, esiste un progetto congiuntamente con la Fondazione Banconapoli e il Conservatorio di San Pietro a Maiella. Comune e Fondazione stanzieranno 500mila euro a testa, mentre il Conservatorio redigerà il progetto di recupero. «Continueremo poi - aggiunge Papa - per via Tribunali, passando per piazza Miraglia, piazza San Gaetano e San Lorenzo. Sostituiremo, ad esempio, tutti i paletti con nuovi in rame e metteremo dissuasori bassi dove lo consente il codice della strada. Tutti interventi che richiederanno tempi brevi». LA DIRETTRICE SARDELLA: «È ASSALTO CONTINUO. RACCOGLIAMO SOLO COCCI» «Questa volta è stato il dito. Un'altra volta si è trattata di una lancia spezzata, e non è una metafora, o di un piede. Noi non possiamo far altro che "raccattare" i pezzi e rimetterli insieme». L'ennesimo attacco all'arte arriva proprio nel cuore di Napoli, quella piazza Plebiscito ornata dai simboli dei poteri antichi (il palazzo Reale) e di quelli nuovi (la Prefettura). Un luogo carico di storia, uno dei salotti della città: eppure i teppisti colpiscono a ripetizione. Ora è toccato alla statua di re Alfonso d'Aragona subire l'amputazione di turno: è stato tranciato il dito medio della mano destra. Senza parole la direttrice di Palazzo Reale, Mimma Sardella, attualmente in Sicilia. «Che posso dire? Noi vigiliamo all'interno, ma all'esterno non possiamo far niente. Solo aggiustare. I teppisti imperversano, è la triste realtà». Forse una ragazzata quest'ultimo episodio, forse conseguenza di una pallonata. «Fatto sta - aggiunge la studiosa - che è un assalto continuo. Per esempio ultimamente hanno rotto quasi tutti i faretti del nuovo impianto di illuminazione. Sono qui a Catania, non nel nord, e barbarie del genere non ne vedo». La Sardella non aggiunge altro. «Che posso dire? Siamo nella piazza della Prefettura, eppure noi stiamo continuamente a raccogliere i cocci». Il dito, stando alle testimonianze di alcuni passanti, sarebbe stato «amputato» nei giorni scorsi ed è stato recuperato nella serata di ieri da agenti della polizia municipale e sarà consegnato ai dirigenti di palazzo reale per il restauro della statua. La facciata di Palazzo Reale è opera, siamo nel 1600, di Domenico Fontana, ma le otto nicchie in cui si trovano le statue furono create nel 1753 dal Vanvitelli. In esse furono poste, nel 1888, per volere di re Umberto, le statue dei sovrani napoletani iniziatori di dinastie: Ruggero d'Altavilla di Emilio Franceschi, Federico II di Svevia di Emanuele Caggiano, Carlo I d'Angiò di Tommaso Solari, Alfonso I d'Aragona di Achille d'Orsi, Carlo V su modello di Vincenzo Gemito, Carlo di Borbone di Raffaele Belliazzi, Gioacchino Murat di G.B. Amendola, Vittorio Emanuele II di Francesco Jerace. Achille d'Orsi, lo scultore della statua di Alfonso, re aragonese del '400, era napoletano (1844-1922). scultore ribelle dell'Accademia, è l'autore dei Parassiti, del Pxoximus Tuus, delVenditore, del Carrettiere, e di tante altre opere conosciute, se non al grande pubblico, dagli amanti dell'arte.