Mazara. Il Satiro è supino e i turisti protestano. Un cartello posto dinanzi alla biglietteria del museo di Sant'Egidio li preavverte che quando entreranno nella sala che lo ospita troveranno la pregevole statua in bronzo sdraiata su una lettiga. Il direttore del museo Salvatore Calamusa: «Sono molti quelli che, letto il cartello, tornano indietro e hanno preferito non entrare». Ma dice anche: «La colpa non è del museo». Di fatto, è così. L'assessorato regionale ai Beni culturali insieme con la Sovrintendenza, hanno deciso di effettuare sulla statua rientrata da non molto dalla trasferta in Giappone dove è stata ammirata all'expò di Aichi minuziosi controlli. Le operazioni di trasferimento della statua, infatti, potrebbero aver arrecato danni non visibili ad occhio nudo e per questo la Regione ha dato mandato all'Istituto centrale di restauro di Roma di effettuare una serie di controlli che possano garantirne l'integrità. I tecnici dell'Icr, arrivati a Mazara qualche giorno fa, hanno effettuato rilievi e vere e proprie radiografie e per questo motivo hanno dovuto porre la statua in posizione orizzontale in modo da lavorare con maggiore precisione e accuratezza. Nulla quaestio, quindi, sulle finalità dell'operazione che, tuttavia, ha lasciato delusi moltissimi turisti giunti a Mazara durante il periodo della vacanze natalizie, richiamati dal Satiro. Anche il sindaco Giorgio Macaddino ha inviato una lettera alla Regione per chiedere il perchè dei tempi coincidenti con le festività. Ma non ha potuto avere ragione considerato che i rilievi e le relative radiografie sono state ritenute prioritarie rispetto ad ogni altra motivazione. «Alla fine del mese - assicura il direttore del museo - il Satiro dovrebbe tornare in posizione eretta». Sempre che le analisi avranno dato un responso positivo. Sono stati circa 500 i visitatori giornalieri durante le feste e sarebbero stati di più se il Satiro si fosse presentato in tutta la sua imponenza. I disguidi di questi giorni, tuttavia, sono superabili; ciò che invece va risolto è la collocazione ultima della statua, che si trova in una sala troppo piccola e mal condizionata, soprattutto d'estate.