Giovedì 5 Gennaio 2006 L'assessore provinciale Sorcinelli: «Anche per un progetto valido come "Centoborghi" avremo bisogno di aiuti dai privati» NON rappresentano oggi un vanto, per l'Italia (purtroppo), quanto piuttosto un "problema serissimo". E questo è innegabile. Vengono loro dedicati, annualmente, pochi fondi, scarse risorse e tanti tagli. Soltanto per la loro presenza impensieriscono le amministrazioni pubbliche. La loro valorizzazione è scelta di vita ormai di molti giovani. Dimenticati dal mondo del lavoro. Si tratta dei Beni Culturali e dell'avvilente quadro che li avvolge. Per tentare di ovviare a questa condizione generalizzata di "non investimento" sul patrimonio culturale nazionale, dalla scorsa tornata elettorale, la Provincia di Pesaro e Urbino ha visto la coraggiosa nascita di un nuovo assessorato. Non un "generale" assessorato alla Cultura, ma uno specifico assessorato ai "Beni storici, artistici, archeologici ed ai Centoborghi". Titolare della delega il professor Paolo Sorcinelli, che spiega l'effettiva operatività del suo assessorato e, più in generale, la condizione italiana dei beni culturali. Assessore come va? «Per quanto concerne il "privato" direi che va molto bene, lo stesso non si può dire dal punto di vista del mio incarico amministrativo, almeno in proiezione 2006. Ho l'impressione che dovremo vivere di rendita, seguendo i progetti impostati nell'anno passato. Il bilancio che sta per essere approvato lascia pochi spazi per nuovi interventi. Ed è un peccato perchè il concetto della "salvaguardia dei beni culturali" aveva fatto breccia». Perché proprio in Italia non si investe sui beni culturali? «Forse perchè ci sembra tutto scontato: siamo abituati a vivere in mezzo a emergenze architettoniche, archeologiche e forse ci siamo assuefatti... pensiamo che forse sono soltanto "cose vecchie" e noi invece siamo molto "moderni" e in molti casi si pensa che le cose vecchie possano essere d'ostacolo alla modernizzazione... Così preferiamo abbandonare i centri storici e costruire condomini o villette a schiera in periferia. In Italia in fondo non abbiamo ancora trovato una mediazione fra sviluppo e qualità della vita e in questo senso non sempre lo sviluppo coincide con una qualità della vita accettabile. Così alla domenica le famiglie fanno un giro all'Auchan, ma a pochi viene in mente di visitare un museo o un'abbazia o uno scavo archeologico. I musei di Pesaro hanno avuto a Natale 6 visitatori». Quanto può realmente fare, da sola, la Provincia? «Non molto, almeno da un punto di vista di investimenti finanziari! Possiamo invece svolgere un'azione di sensibilizzazione culturale portando alla ribalta quello che si "potrebbe fare" e aspettare tempi migliori». Questo nuovo assessorato è una esperienza unica a livello nazionale, innovativa, verrà compresa? «Credo di sì, ma molto dipenderà dalla nostra capacità di lanciare i messaggi giusti. Questo è "il momento giusto" per uscire dallo stallo economico in cui per tanti motivi siamo precipitati a livello nazionale in questi ultimi anni: ma se pensiamo di uscirne soltanto con operazioni finanziarie non concluderemo granché. Dobbiamo riconsiderare anche il nostro modo di pensare e di vivere». Ed il "Progetto Centoborghi"? «Il "Progetto Centoborghi" prevede interventi volti al restauro ed alla conservazione di beni culturali (alcuni sono già in atto: torre di Maciano di Pennabilli, cisterna del castello di Monte Copiolo etc), la generale sensibilizzazione dell'opinione pubblica ai beni culturali ed una capillare ed inusuale mappatura del territorio provinciale. Ognuno dei 67 comuni viene completamente riletto alla luce del territorio circostante con una nuova ottica di narrazione del tessuto insediativo. Nella mappatura dei Centoborghi non è il contesto urbanistico e culturale del comune-capoluogo a essere portato in primo piano, ma l'articolazione del territorio interpretato nelle sue identità storiche, archeologiche, religiose, agronomiche, produttive e artistiche. In questa maniera il progetto editoriale composto da 9 guide al territorio (che usciranno nei prossimi due anni), non si prefigurerà come una semplice "guida" bensì come un vero e proprio "Atlante del paesaggio", dove gli elementi caratterizzanti interagiranno fra loro per porre in risalto il "senso del luogo". Un'operazione unica, innovativa, basata non sulla rielaborazione dell'edito, ma sulla lettura in situ delle peculiarità antropologiche che nei secoli hanno sedimentato l'immaginario collettivo degli abitanti delle singole realtà insediative. È la Provincia "minore", con le sue molteplici visioni mediate dalle culture dei luoghi, che si cerca di indagare e che verrà riscoperta. Un progetto di portata nazionale, un progetto che per essere realizzato avrà però bisogno di forti sponsorizzazioni esterne. Le stiamo cercando».
L'ALLARME Tutela dei beni culturali, mancano i finanziamenti
L'assessore provinciale Sorcinelli ha parlato del nuovo assessorato ai "Beni storici, artistici, archeologici ed ai Centoborghi" della Provincia di Pesaro e Urbino. Ha spiegato che il progetto "Centoborghi" prevede interventi di restauro e conservazione di beni culturali, sensibilizzazione dell'opinione pubblica e mappatura del territorio provinciale. Il progetto è unico e innovativo, ma avrà bisogno di forti sponsorizzazioni esterne. L'assessore ha anche espresso la sua preoccupazione per la mancanza di investimenti finanziari nella salvaguardia dei beni culturali e ha sottolineato l'importanza di riconsiderare il modo di pensare e di vivere in Italia.
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Bene culturale
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