I nipoti del presidente criticano l'acquisto deciso dalla Regione. L'altro ramo e il sindaco: subito il museo. Plinio (An): farò un esposto Savona. La Regione vuole realizzare nel casolare di Stella San Giovanni dove è nato Sandro Pertini un museo-centro di documentazione gestito dall'associazione che ricorda la memoria dell'ex presidente della Repubblica. Una delibera di giunta ha stanziato 250 mila euro per comprare uno dei tre appartamenti, messo in vendita, per il restauro e per l'allestimento del centro. Questo è successo alla vigilia dello scorso Natale e subito Gianni Pfinio, An, aveva protestato, definendo tutto come «l'ennesimo spreco patrocinato dal presidente diessino Claudio Burlando». Ma ora la situazione si complica, i pronipoti di Pertini, che vivono in uno dei tre appartamenti dell'immobile, non vedono di buon occhio il progetto e specificano che nell'alloggio adocchiato dalla Regione l'importante zio non solo non è nato, ma neppure ci aveva mai vissuto. Anche perché la famiglia lo vendette un anno prima della sua nascita. Non solo, la famiglia Tonna, uno dei molti rami della discendenza di Pertini, coinvolge nella questione lo stesso Plinio, che allora corregge il tiro: «Burlando ci aveva raccontato di aver salvato la casa natale di Pertini. Sappiamo ora che si tratta di un falso. Manderò gli atti in procura». La replica della Regione è affidata a una nota: «Si ribadisce l'intenzione di voler acquistare l'ultimo alloggio in vendita della casa natale di Pertini, al civico 42 di via Muzio, per tributare con la creazione di un museo un doveroso riconoscimento a un capo di Stato ligure amato da tutto il Paese e per ricordare il suo ruolo nella storia d'Italia». Plinio non si arrende: «Prima hanno detto di comprare la casa natale, ora parlano di ultimo alloggio del casolare,.. Insomma, non siamo mica bambini: è un falso colossale». E non finisce qui. Se i Tonna non nascondono la loro ritrosia, l'altro ramo della famiglia, i nipoti di Carla Voltolina, moglie di Pertini, rilanciano. Loro, con Angelica Lubrano, hanno promosso e oggi guidano l'Associazione Sandro Pertini e quel centro vogliono proprio realizzarlo. Con una lunga lettera ringraziano la giunta regionale, ricordano come Burlando si sia mosso anche su pressioni del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi e come l'intero casolare sia tutelato dai Beni culturali e ambientali. Non solo. Fanno sapere dei tanti disagi subiti in passato dagli appassionati di storia che volevano visitare la casa natale di Pertini (alcuni sono stati denunciati per aver scattato delle foto) e svelano una serie di loro dubbi sul «rigurgito parentale manifestato dai Tonna in questi giorni». «Rigurgito attaccano che sarebbe stato meglio si fosse materliazzato prima che l'opinione pubblica si scandalizzasse per il basso livello di cura dedicata alla tomba del Presidente e allo stesso casale». Insomma, quella che inizialmente era sorta come una polemica politica rischia di diventare una bega di famiglia e di paese. Ma a sentire il sindaco di Stella, Nicolo Vincenzi, eletto dal centrosinstra, «per la gente di qui il civico 42 di via Muzio è e sarà sempre la casa di Pertini». «Poi aggiunge il sindaco poco importa che lui sia nato all'interno 1 o 2, appartamenti che fra l'altro erano collegati tra loro come dimostra una porta ora nascosta dietro a un armadio. Quella di Plinio mi pare una banale strumentalizzazione politica. Persino Craxi, quando nel 1991 venne in visita alla tomba del Presidente portò con sé una targa da affiggere al casolare». Ma anche allora, Craxi non aveva fatto i conti con il carattere duro della famiglia Tonna. Lo racconta, con qualche imbarazzo, lo stesso Vicenzi: «L'onorevole si sentì rispondere che la targa poteva riportarla con sé a Roma, che su quell'edificio non sarebbe mai stata affissa. Craxi non fece una piega. Prese sotto braccio il suo omaggio e se lo riportò a casa. Non fossi stato presente alla scena stenterei a crederci». Successivamente furono gli stessi discendenti a commissionare un'altra targa, in ardesia, che oggi è visibile sulla facciata del casolare. Infine, sulla transazione della parte di casolare, messa in vendita dalla famiglia Freccerò, a Stella si sprecano i commenti sul cattivo affare che farà la Regione. «Sono anni che quell'alloggio, tra l'altro malandato e senza riscaldamento, è in vendita dice un'agente immobilare de] paese Non è una mia pratica, e quindi posso solo riferire le voci. Ma si dice chiedessero troppo e non trovassero acquirenti. Certo a quella cifra, fosse mio, lo venderei di corsa».