Sento forte l'esigenza di intervenire sulle recenti vicende di Italia Nostra, anche se per un ex Presidente è sempre delicato intromettersi. Ma come socia fondatrice e testimone degli ultimi cinquanta anni, penso di dover fare qualche considerazione. La vendita della Villa Astaldi - sede storica dell'associazione - certo mi rattrista perché è sintomo di rinuncia a lottare e percorrere altre strade o avvicinarsi a nuove strategie. Si sta finendo in questi giorni di liquidare un patrimonio culturale e organizzativo testimone di un'epoca. Sono gravi gli effetti indotti dalla vendita di villa Astaldi, l'interruzione brusca dei rapporti con il Ministero dei Beni Culturali e in particolare con la DARC (Direzione Generale Arte Contemporanea), con la quale avevamo firmato un protocollo di intesa per un progetto pilota di un restauro altamente scientifico di un bene vincolato, e con l'Università di Roma perché la Villa diventasse sede di corsi specializzati di restauro di architettura contemporanea di qualità. Due risultati della valida tradizione didattica dell'associazione e indice del senso deontologico che Italia Nostra attribuisce al suo ruolo. Ma quel che mi addolora maggiormente è il silenzio in cui è caduta Italia Nostra, la sua assenza dalla scena della comunicazione dei grandi temi a lei propri e dei quali era diventata l'interprete maggiore. Tanto per citarne qualcuno: la legge Delega in materia ambientale sui rifiuti che ci allontana sempre di più dall'Unione Europea, il degrado del Ministero dei Beni Culturali che con la sua nuova burocratizzazione tradisce il carattere scientifico che avrebbe dovuto avere, una finanziaria disastrosa... Mi preoccupa che siano pochi quelli impegnati su eventi e problematiche a rischio, come la legge Lupi, pochi quelli che discutono le proposte di legge sui Centri Storici da noi tanto auspicate e studiate e così su molti altri argomenti di cui era massima portavoce Italia Nostra. Temi indispensabili per il futuro della nostra società civile. L'associazione è disorientata e questo per me è motivo di grande tristezza. Molte sezioni chiedono un congresso anticipato per discutere il futuro dell'associazione, chiedono un confronto, chiedono di poter votare democraticamente i loro organi direttivi. Mi risulta che siano state spedite a Roma le firme delle centinaia di soci che vogliono proprio questo: da socia fondatrice di questa storica associazione mi chiedo perché questa richiesta è stata finora elusa. Esorto l'attuale presidente a considerarla seriamente: la mancanza di democrazia non è nel genoma di Italia Nostra.
Italia Nostra, perché sei caduta nel silenzio e nell'immobilità?
L'ex Presidente di Italia Nostra, associazione culturale, esprime la sua preoccupazione per le recenti vicende dell'associazione. La vendita della Villa Astaldi, sede storica dell'associazione, è stata un colpo per l'associazione e per il suo patrimonio culturale. L'ex Presidente lamenta l'interruzione dei rapporti con il Ministero dei Beni Culturali e l'assenza dell'associazione dalla scena della comunicazione sui grandi temi a lei propri. L'ex Presidente esprime anche la sua preoccupazione per la mancanza di democrazia all'interno dell'associazione, poiché le sezioni chiedono un congresso anticipato per discutere il futuro dell'associazione e votare democraticamente i propri organi direttivi.
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