Rischia di diventare anche un caso diplomatico il furto dell'intero presepe dalla chiesa di Santa Brigida, avvenuto lunedì durante la chiusura pomeridiana. Un caso che potrebbe avere delle conseguenze per il parroco - che è uno dei quattro padri della chiesa dei Leonardini - don Raffaele Tosto, che pure aveva sottratto quel presepe al letargo nelle casse del deposito, durato diversi anni. La chiesa di Santa Brigida, infatti, è una delle 46 chiese napoletane che fa parte del Fec (Fondo edifici di culto) del Ministero dell'Interno, che gestisce 700 strutture in Italia ed è diretto dal prefetto napoletano Francesco La Motta. Grazie ai fondi messi a disposizione del Viminale, da anni la chiesa di Santa Brigida è dotata di un allarme anti intrusione. Che però lunedì pomeriggio non era stato azionato da don Raffaele, come lui stesso ha ammesso subito dopo il furto. Così i ladri hanno potuto fuggire facilmente verso l'esterno. La chiesa è infatti inglobata tra due palazzi: uno è un cantiere, all'altro si accede da una porta della chiesa, che lunedì era rimasta aperta. Le indagini sono affidate al commissariato San Ferdinando, coordinato dal dirigente Luigi Petrillo. Ieri mattina don Raffaele era in commissariato per sporgere denuncia. La polizia batte una pista seguita nell'immediatezza, pensando che il colpo non sia stato improvvisato e sia stato eseguito da qualcuno che studiava da tempo le mosse del sacerdote. L'ipotesi è che i pastori si trovino ancora in città: gli inquirenti sanno anche, naturalmente, che queste indagini, se non si concludono in tempi molto brevi, diventano a rischio fallimento. Non senza ruggini per la scarsa collaborazione venuta, è iniziata anche l'attività investigativa parallela da parte dei carabinieri del nucleo Tpc (Tutela protezione culturale) di Napoli, diretti dal tenente Lorenzo Marinaccio, che hanno da circa dieci anni una specifica competenza nel campo dei furti d'arte, nonché una corposa banca dati nazionale delle opere trafugate. Anche qui si indaga tra i ricettatori: «In genere - dice Marinaccio - i ladri si liberano in poche ore degli oggetti rubati». La speranza è che gli oggetti non siano stati divisi in blocchi, smembrati per disfarsene più facilmente, considerato il numero notevole dei pastori trafugati. Evitare il «valzer» degli oggetti, la missione: per questo è importante la velocità. In ogni caso, secondo i carabinieri, colpisce la tecnica usata dai ladri, nascondersi in chiesa per poi colpire. Una tecnica ormai superata, per i rischi che comporta. Le polemiche rimbalzano anche nelle stanze della Sovrintendenza per i beni architettonici, diretta da Enrico Guglielmo. A Palazzo Reale c'è un ufficio che si occupa di furti e recuperi di opere d'arte. Una struttura, l'unica in Italia, che in passato ha pubblicato due cataloghi di furti (e recuperi) d'arte, oltre a dedicare all'argom,ento mostre e convegni. Anche qui la notizia che il parroco non ha azionato l'allarme nell'orario di spacco, benché la chiesa fosse dotata di questo sistema, provoca qualche prurito. Una chiesa importante, le cui opere - sono i sussurri - andavano protette meglio da chi, sebbene in buona fede e molto attivo, ha la responsabilità dei beni dei quali è custode temporaneo. I furti d'arte sono in diminuzione, i pezzi potrebbero - prima o poi - emergere sul mercato o in altri luoghi. Ma per quanto riguarda i pastori, secondo gli esperti, il compito di ritrovarli è più difficile: a Napoli nel Settecento se ne sono prodotti decine di migliaia, dalla casa reale fino ai nobili e ai privati. Flavia Petrelli è curatrice per la Sovrintendenza della chiesa di Santa Brigida e di altre chiese napoletane. «Il presepe era molto importante nel suo insieme - dice - Era da tempo che non si verificava il furto di un intero presepe». Sarebbero poco meno di cento i pezzi rubati, in prevalenza dell'Ottocento e con qualche esemplare del Settecento. di pregio ma senza firme famosissime. Il condizionale è d'obbligo: solo alcuni dei pastori sarebbero stati schedati dalla Sovrintendenza, perché al momento delle foto il presepe era in deposito.
NAPOLI: I pastori rubati caccia ai ladri in città
La chiesa di Santa Brigida a Napoli è stata vittima di un furto di intero presepe, avvenuto lunedì durante la chiusura pomeridiana. Il presepe, che risale al XVIII e XIX secolo, era stato sottratto dal parroco, don Raffaele Tosto, che aveva anche sottratto un presepe al deposito della chiesa. La polizia ha iniziato le indagini e ha scoperto che il presepe non era stato azionato dall'allarme anti-intrusione, che era stato attivato solo dopo il furto. I ladri sono stati visti nascondersi in chiesa prima di rubare il presepe.
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