Egregio direttore, ho letto l'articolo pubblicato ieri da l'Unità su Italia Nostra e la sua situazione - «Ripa di Meana vende, Italia Nostra nella bufera - e rimango esterrefatto di fronte al non rispetto delle più elementari regole della correttezza giornalistica che vorrebbe ascoltata anche la parte presa di mira, e a vere e proprie falsità che meriteranno una particolare e adeguata risposta. Si accusa l'attuale dirigenza di Italia Nostra di gravi responsabilità finanziarie - il debito di oltre un milione di euro - che ricadono invece interamente su chi ha diretto e amministrato l'Associazione negli ultimi anni, fino allo scorso mese di luglio, quando la realtà dei conti in rosso è esplosa in tutta la sua drammatica gravità. Proprio per questo il fondamentale compito in cui sono stato costretto a impegnare tutte le mie energie, fin dal primo istante in cui sono stato eletto Presidente, il 23 luglio scorso, è stato quello di salvare l'Associazione dalla rovina economica e organizzativa, in cui stava precipitando per responsabilità della precedente dirigenza. Quanto all'accusa di «blitz» in relazione alla vendita di Villa Astaldi: ogni decisione è stata presa dal Consiglio direttivo nazionale, regolarmente e democraticamente eletto e costituito. L'ipotesi di affittare la Villa, invece che venderla, si è dimostrato impraticabile, a causa dello stato di degrado causato dalle mancate manutenzioni ordinarie nell'arco dell'ultimo ventennio. La verità è che questo bene, che non è comunque, come qualcuno dice, la «storica sede» dell'Associazione (è arrivata solo nel 1984) ma solo l'ultima in ordine di tempo, non è mai stato messo a frutto: al contrario, si è delineato come un costo non sostenibile, e quindi destinato al degrado, per le magre capacità finanziarie di Italia Nostra, che devono evidentemente essere indirizzate verso la prioritaria battaglia contro la continua, e per certi versi sempre più grave, aggressione al paesaggio e all'ambiente. Rimango a sua completa disposizione per ogni ulteriore necessaria informazione. Carlo Ripa di Meana RISPOSTA Le più elementari regole della correttezza giornalistica sono state rispettate, come il presidente di Italianostra Carlo Ripa di Meana saprà certamente: sul suo telefono cellulare risultano, infatti, numerose chiamate (squilli andati a vuoto prima e segreteria poi) effettuate dalla sottoscritta. Nella sua segreteria telefonica dovrebbero esserci, se non sono stati cancellati, ben due messaggi con la richiesta di un contatto. Ovviamente, non è arrivata nessuna risposta da parte del presidente. Nell'articolo, inoltre, non si accusano gli attuali vertici di gravi responsabilità finanziarie: ci si limita a riportare le opinioni di alcuni soci dell'associazione i quali, tra l'altro, lamentano il fatto di aver chiesto (con la raccolta di 700 firme) - invano -la convocazione di un congresso straordinario per eleggere il nuovo presidente. Rispettosamente Maria Zegarelli