I lavoratori precari dei musei sono tornati ieri a incrociare le hraccia. Numerosi i disagi per i turisti che hanno trovato sale chiuse e servizi ridotti. A Firenze le ripercussioni maggiori si sono avute alla Galleria degli Uffizi, che ieri mattina è stata aperta solo parzialmente: chiuse tredici sale su ventisei, sostengono le Rdb: «Dalla Sala 2 di Giotto si passava alla sala 7, senza poter vedere dalla 3 alla 6 che contengono tutta l'arte senese e fiorentina del Trecento. Chiuse anche le sale 16, 19, 20, 21, 22, 23, 35, 41, 42». Da qui la protesta di molti turisti che, dopo essere stati in coda per ore, si sono trovati col percorso ridotto. E molti si sono lamentati di aver dovuto pagare ugualmente il biglietto interno. Diverso il bilancio dei responsabili degli Uffizi, secondo i quali le sale rimaste chiuse sarebbero state solo dieci, sostenendo che nel pomeriggio la situazione è tornata alla normalità. Completamente chiuso invece il Museo Dell' Opificio . «Altri Musei - si afferma nella nota del sindacato -, anche se sono stati aperti, hanno lavorato in condizioni di disagio per la forte riduzione del personale precario». «Lo sciopero voluto e promosso dal Coor- dinamento dei lavoratori Beni e Attività Culturali (C.n.p.) con la copertura dei sindacati Abc ed Rdb (Rappresentanze di Base)- continua la nota sindacale - ha avuto successo. La volontà del personale è stata chiara: vogliamo dal Ministro Urbani fatti, ovvero emissione concreta del bando di concorso per tutti i precari, perché i musei non siano precari e non chiudano alla fine dell'anno, perche non torni più a chiudere le domeniche pomeriggio e nei giorni feriali e non si danneggi di conseguenza l'economia turistica come il commercio, gli esercenti la ristorazione e l'industria alberghiera. Aspettiamo - concludono - la risposta del Ministro Urbani».