Ieri L'Ennesimo Furto in una Chiesa del Centro Città Colpo a S. Gaetano, in corso Palladio: il quadro rìsale al Settecento La banda delle chiese è tornata a colpire. Un altro furto, l'ennesimo delle ultime settimane, è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in centro storico. Ad essere presa di mira è stata la chiesa di S. Gaetano in corso Palladio, a due passi dalla procura e dal municipio. I ladri hanno portato via un quadro della Madonna che risale al Settecento e che era oggetto della devozione dei fedeli fin dal diciottesimo secolo. Il colpo è avvenuto fra le 17 e le 18.15. «Sono rimasto in chiesa fino alle 17 - racconta padre Pasquale Di Pietro, superiore dei Teatini - e quindi sono rientrato poco prima della messa delle 18.30. In questi giorni, in cui si sono verificati molti furti, do sempre un'occhiata in giro e mi sono subito accorto che era sparito il quadro della Mater amabilis, una tela 40 per 60». Padre Pasquale ha dato subito l'allarme al 113, e in corso Palladio sono arrivate le volanti della questura. Scovare i responsabili sarà un'impresa ardua, anche se sono stati già avviati accertamenti sugli altri furti commessi nelle scorse settimane e ormai i dubbi che vi sia in città in azione una gang specializzata nei colpi di opere sacre sono davvero pochi. Da S. Marco ai Carmini, da S. Felice a S. Gaetano il filone pare evidente. «Negli anni passati avevamo già subito altri furti: erano spariti per tre volte i crocefissi sull'altare, ma erano oggetti di valore relativo, mentre la cassettina delle offerte è stata svuotata molto spesso, almeno fino a quando non l'ho fatta sostituire con una cassa ideata da un amico che rende impossibile il compito dei ladri. Per evitare brutte sorprese, però - spiega il superiore - avevo tolto tutto quello che c'era di valore: i candelabri esposti non sono di interesse commerciale, come pure una statua del Bambinello in legno che mi sono fatto produrre a Ortisei. Se mi avessero rubato quella, l'avrei fatta rifare. E invece quel quadretto della Madonna, che secondo alcuni critici potrebbe aver fatto parte di un complesso più grande, proprio non volevo toglierlo da quella nicchia, e avevo deciso di non coprirlo nemmeno con un vetro, perché tanta è la devozione del popolo che mai avrei immaginato che potesse rubarlo qualcuno. La gente ci è affezionata, il furto è un brutto colpo per tutta la comunità». Padre Pasquale sottolinea anche che la chiesa di S. Gaetano, vista la posizione centralissima e la presenza del presepe segnalato da un cartello lungo il corso, è meta di continue visite. «C'è sempre qualcuno che viene a vederlo o a pregare. Mi chiedo come abbiano Fatto i ladri». Probabilmente i malviventi erano in tre o quattro, fra i pali dentro e fuori la chiesa e gli autori materiali del furto. La tela era esposta in una piccola nicchia all'ingresso: per portarla via i delinquenti hanno spostato le candele, si sono arrampicati su un altare e l'hanno staccata dal muro. «La Mater amabilis, di autore ignoto, era un quadro storico per noi teatini, che siamo a Vicenza dal 1594. Era appesa nel corridoio del convento dei padri già nel Settecento, quando la nostra sede era in piazzetta S. Stefano. I miei predecessori non portarono nulla da là, tranne questo quadretto, che venne esposto qui a partire dal 1730, quando fu inaugurata questa chiesa, e da allora fu oggetto di devozione. Si salvò perfino dalle bombe della seconda guerra mondiale». Per questo il padre chiede ai ladri di restituirla alla chiesa. «Faccio loro un appello, di farcela riavere mantenendo pure l'anonimato. Sono dispostissimo a dare loro un'offerta». Di fronte alla raffica di furti che negli ultimi tempi hanno interessato le chiese vicentine, padre Pasquale non intende abbassare la testa. «Chiudere le chiese vorrebbe dire dare ragione ai criminali. Chiudiamo noi, aprono le carceri. No. la gente ha bisogno di pregare, non dobbiamo arrenderci ma studiare dei sistemi per sorvegliare il nostro patrimonio artistico. Certo, un furto come quello della nostra Madonna fa male a noi e ai fedeli, ma dobbiamo essere fiduciosi nell'operato del buon Dio». Proprio ieri mattina padre Pasquale aveva incontrato il sindaco Huellweck. «Mi aveva fermato per farmi gli auguri. Fra l'altro, mi aveva chiesto se, in questa ondata di furti, la mia chiesa fosse stata visitata dai ladri. "No", avevo risposto».