Un percorso nell'arte moderna è offerto dal Ministero per i beni e le attività culturali con la nuova Agenda 2006 del Dipartimento per i beni archivistici e librari. Le pagine raccolgono un breve excursus fra le «tracce» lasciate nei diversi istituti, a vario titolo, da artisti che hanno contribuito negli ultimi 150 anni all'evoluzione delle arti visive in Italia. Unico filo conduttore il rapporto diretto o indiretto dei nomi presenti con archivi e biblioteche, sufficiente a'definire una «piccola» storia fatta di immagini e persone. L'Archivio di Stato di Parma, considerato uno dei più ricchi di materiale per lo studio dell'arte contemporanea, è in agenda, tra settembre e novembre, con alcune significative opere ed autori che hanno «segnato» la vicenda artistica parmigiana. Il percorso visivo inizia con il bozzetto in terracotta e sacco del 1995 per il monumento a Padre Lino Maupas, realizzato da Jucci Ugolotti, riconosciuta scultrlce parmigiana di forte espressività, il cui monumento definitivo, una fusione in bronzo, fa oggi parte del patrimonio della città. Accanto il Ritratto di Attilio Bertolucci di Luigi Tessoni, pastello e tecnica mista, datato 1982, della serie «Su e giù il cappello» che evidenzia l'inconfondibile trama grafica e cromatica destinata a definire l'incontro tra modernità e tradizione realizzta con sensibilità dall'artista scomparso nel 1988. Entrambe le opere sono pervenute in dono. Dall'archivio parmense anche due straordinari disegni di umoristi per «raccontare» come le vignette possano assurgere a forma artistica. Sono il disegno a penna acquerellato di Carlo Manzoni (Milano 1909-1986) e l'autoritratto a cera di uno dei più celebri vignettisti e polemisti italiani, Giovannino Guareschi mentre si prepara ad entrare nel carcere di Parma con lo zaino da deportato dei campi di concentramento tedeschi. Era stato condannato ad un anno di reclusione e 100 mila lire di multa per diffamazione di Aloide De Gasperi sul giornale «n Candido» da lui diretto dal 1950 al 1957. Entrambi i disegni fanno parte del fondo documentario, acquistato, di Alessandro Minardi che successe a Guareschi nell'incarico di direzione del giornale dal '57 al '61 quando la testata chiuse.