PESCARA. «Dopo anni e anni, Pescara salva la sua storia, la testimonianza più antica dell'abitato di Ostia Aterni». A parlare, senza lanciare gridi d'allarme, è l'archeologo Andrea Staffa che annuncia un finanziamento di 400mila euro messo sul piatto dal Comune per i tesori nascosti della città. Ma l'esperto passa la palla alla Regione per un altro fondo da 300mila euro. «E' già pronto un progetto di recupero per il mosaico bizantino e per mettere in mostra le mura dell'antica fortezza cinquecentesca». Dice l'archeologo. Ma per dare una svolta al delicato lavoro di recupero la Regione non deve fare orecchie da mercante: «Mi auguro che adesso risponda positivamente alla richiesta di finanziamento per completare il progetto». Già avviata, intanto. la prima tappa del salvataggio dell'antica Pescara con la recinzione, catene d'acciaio e pali in ferro, del mosaico bizantino scoperto nel 2001 alla Golena Sud. Il parcheggio selvaggio sull'opera d'arte è solo un ricordo. Ma l'immondizia sulla sabbia che protegge il mosaico è ancora quella di sempre. Bottiglie, siringhe e buste di spazzatura. La voglia di riscoprire e mettere in mostra il passato storico si vede anche da un altro cantiere aperto per realizzare, dalla golena Sud e dalla sua area archeologica fino al cuore di Pescara Vecchia, un percorso pedonale e ciclabile "sicuro". A realizzare l'opera, con 25mila euro da fondi Urban 2, è l'impresa chietina Fabrizio Di Giovanni. Novità anche per l'area di Santa Gerusalemme scoperta nel 1992. Sparita la melma verdastra e maleodorante. Ora l'impianto di termoventilazione e deumidificazione funziona regolarmente e garantisce, come precisa il manifesto affisso dalla Soprintendenza archeologica dell'Abruzzo, «in ogni momento che la temperatura superficiale delle facce interne delle coperture trasparenti risulti sempre maggiore della temperatura di rugiada dell'aria interna all'ambiente». Così si evita l'appannamento delle teche in vetro. Ma il progetto per salvare i tesori dimenticati di Pescara non entusiasma affatto l'Archeoclub. Anzi, il presidente Giulio De Collibus incalza: «Sotto il cemento della rampa del ponte in ferro c'è molto di più di quel muro portante della fortezza». E presidente parla di «locali sotterranei destinati a rimanere nascosti per sempre». La prova è tutta in un sopralluogo dell'Archeoclub con la scoperta, proprio nelle stanze sotterranee, di una bomba inesplosa della Royal Air Force fatta successivamente brillare dagli artificieri. «Tra la fine del 1997 e l'inizio del 1998», racconta il presidente, «l'Archeoclub aveva iniziato lo svuotamento del rudere riempito di calcinacci e diventato anche una discarica nel periodo postbellico. Ad ogni ripresa di lavori, con molta attenzione, si doveva prima ripulire il sito dalle siringhe». Ma l'attività dell'Archeoclub si era stoppata poco dopo al raggiungimento della falda acquifera.
Ecco la fortezza, Pescara salva il suo tesoro
Il Comune di Pescara ha annunciato un finanziamento di 400mila euro per il recupero dei tesori nascosti della città, tra cui il mosaico bizantino scoperto alla Golena Sud. L'archeologo Andrea Staffa ha chiesto al Ministero della Cultura di completare il progetto con un altro 300mila euro. Il progetto prevede la recinzione del mosaico, la realizzazione di un percorso pedonale e ciclabile e la salvaguardia di locali sotterranei. Tuttavia, l'Archeoclub di Pescara ha espresso preoccupazioni riguardo alla salvaguardia di questi locali, che potrebbero contenere reperti storici e culturali.
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