MILANO - Proseguono le analisi scientìfiche per accertare l'autenticità del dipinto di Van Gogh scoperto per puro caso nell'abitazione di una famiglia di piccoli imprenditori. E le verifiche continuano a offrire esiti positivi. Stefano Ridolfi, docente dell'Università La Sapienza di Roma ha effettuato ulteriori ricerche sulla tela confermando che è stata tessuta in un periodo antecedente al 1890. Tutta una serie di analisi si sono prolungate per un'intera giornata all'interno del caveau dell'istituto di credito (BiPopCarire) dove da diverse settimane è conservata l'opera un olio su tela di 108 centimetri di lunghezza e 62 di altezza a firma "Vincent" e stimata, una volta certificata, intorno ai 30-40 milioni di euro. Ora si attende la relazione scientifica che verrà stilata da Giovanni Gigante, anche lui docente de La Sapienza, Corso di Laurea in Scienze Applicate ai Beni Culturali e alla Diagnostica per la loro conservazione. «Sono state utilizzate tecniche di analisi totalmente non distruttive spiega Franco Caminiti, dell'agenzia Suonirnmagini incaricata a seguire le fasi di certificazione come la "fluorescenza X" in dispersione di energia, che permette di caratterizzare gli elementi inorganici che compongono i pigmenti. O le misure in rifiettografia infrarossa in bianco-nero e falso colore, per analizzare strati soggiacenti altrimenti non desumibili. Nonché la radiografia "X", per cercare pentimenti o dipinti nascosti sotto la pellicola pittorica. Ormai l'interesse intorno a questa scoperta e mondiale». In attesa della relazione ufficiale dell'università e del sì definitivo del museo di Amsterdam di Van Gogh si può anticipare che la tela utilizzata è databile fine '800.1 tratti, i colori e le sfumature appaiono tipici e unici dell'artista. Gli zoccoli di legno che indossano entrambi i contadini nell'opera in questione sono raffigurati in altri dipinti del pittore, in particolare in "Donne che portano sacche di carbone" del 1882. E poi ancora lo stemma marchiato a fuoco sul retrotela è senz'altro appartenente a un artigiano di telai fiamminghi. Da aggiungere che nessuno in quel periodo aveva interesse a firmarsi "Vincent", dal momento che in quegli anni i dipinti del grande artista valevano poco più che un sacco di farina. «Tutto tende sinora a confermare la tesi che ci troviamo di fronte ad un capolavoro non conosciuto del grande Van Gogh - aggiunge Caminiti - dipinto nel periodo in cui il suo interesse artistico era attratto dalla vita umile dei contadini». L'opera risalirebbe ai due anni in cui l'artista tornò a vivere dai genitori a Neunen, nel Bramante olandese, dove ritrasse luoghi e abitanti della zona, soprattutto contadini e tessitori. Il suo dipinto più significativa di quel periodo è "I mangiatori di patate" del 1885. Il quadro era stato regalato agli inizi degli anni '60 a una zia dell'uomo che ne è ora proprietario, da un aristocratico francese che frequentava le terme dove lei lavorava. E' rimasto per 50 anni appeso al muro del salotto e ora potrebbe valere decine di milioni di euro.