Boom di visitatori ai musei dopo il ritomo della statua equestre. Boom di visitatori ai musei Gapitolini dopo l'apertura delle nuove sale. Al centro del percorso la statua equestre, intorno i ritrovamenti di età pre-repubblicana DEVE essere un'impresa da far tremare le vene ai polsi. Infatti, mi hanno raccontato che l'architetto Carlo Aymonino il giorno dell'inaugurazione era emozionato e contento come uno scolaretto. Parlo dell'aula, ieri finalmente ricca di luce e di sole dove ha trovato casa l'imperatore filosofo Marco Aurelio che ieri splendeva nel suo bronzeo oro grazie alla luce naturale che scende dall'alto. Le statue bronzee dell'antichità spiega la dottoressa Antonella Magagnini, archeologa, docente universitaria di etruscologia a Palermo e, per la civilità etrusca, in forza alla soprintendenza del Comune di Roma, sono un «apax», un ritrovamento molto raro, rappresentano spesso un unicum perché il materiale è prezioso, utile a fare armi, a battere moneta e così, nei secoli, sono state fuse. Tanto più preziosa è la stata equestre del Marc'Aurelio, allora, al di là della sua indiscutibile bellezza, per la sua importanza storica: l'imperatore non poteva restare esposto alle intemperie sul basamento michelangiolesco della piazza. Ma non deve essere stato facile concepire questa sua casa tanto più sul Colle capitolino, tra il palazzo dei Conservatori e la terrazza di villa Caffarelli. Vien da pensare che l'operazione dei musei capitolini, concepita negli anni Ottanta e portata a termine grazie ad un finanziamento dell'attuale giunta, faccia un po' giustizia, da una parte e dall'altra, sulle polemiche filo e anti esterofile delle committenze pubbliche romane. Le difficoltà, inoltre, non si sono limitate all'inserimento di un segno contemporaneo nel contesto cinquecentesco. Perché gli archeologi non pensavano di trovare niente lì, nel centro sempre vivo della politica cittadina. E invece, bastò scavare pochi centimetri, nel 2000, per trovare il basamento del grande tempio di Giove Capitolino. Con conseguente work in progress per lo spazio che prendeva forma intomo ai nuovi scavi. Ieri si respirava, durante la visita guidata, un'aria di gran soddisfazione fra le funzionarie del museo. Forti dì un gran successo di pubblico nei giorni delle feste con 2500 biglietti al giorno in media. Quando abbiamo iniziato ad occuparcene - racconta Lucia Di Cicco - «il museo, che ovviamente è una ricchezza ereditata, era tenuto in modo antiquato e un po' polveroso, non attraeva»... Ora si cominciano a vedere i risultati. Marco Aurelio e la sua nuova sistemazione sono stati occasione dell'ampliamento, del rinnovamento e delle scoperte al cui centro c'è il tempio di Giove. Risalgono, quelle grandi pietre, agli ultimi tre re: Tarquinio Prisco, Servio Tullio, Tarquinio il superbo. Fu dedicato da quest'ultimo poco prima di essere deposto, nel 510 avanti Cristo, data d'inizio dell' età repubblicana. Antonella Magagnini non nasconde il suo entusiasmo di storica dell'antichità per i ritrovamenti che, insieme agli scavi nelle aree limitrofe, confermano - in epoca lontanissima - raffermarsi di una rivoluzione tecnologica di enorme portata: l'arrivo fra il VII-VI secolo dell'uso dei mattoni crudi per gli edifici, delle tegole piatte e dei coppi per i tetti. Intorno, invece, ancora le capanne dell'età del ferro, mentre le ricerche stratigraffche raccontano di insediamenti sul Campidoglio dall'età del bronzo (XVII secoli prima di Cristo). «Questa parte del mondo, l'Italia centro-meridionale - spiega l'archeologa - all'epoca della Roma imperiale era da secoli al centro di commerci e di cultur», le civiltà e la grandezza non nascono sotto un cavolo.
Marco Aurelio superstar
Il museo Capitolino di Roma ha registrato un boom di visitatori dopo l'apertura delle nuove sale e l'esposizione della statua equestre di Marco Aurelio. L'archeologa Antonella Magagnini ha spiegato che le statue bronzee dell'antichità sono rare e preziose, e che la statua di Marco Aurelio è un unicum. Il museo ha anche registrato un grande successo di pubblico, con 2500 biglietti al giorno in media. Le nuove scoperte e gli scavi hanno rivelato la presenza di un tempio di Giove Capitolino, costruito dai re Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il superbo.
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