Un sabato amaro per le migliaia di turisti che hanno affollato ieri Roma. Comitive intere accorse nella Capitale per un weekend culturale, a cavallo del ponte della Liberazione, si sono trovate all'ingresso di siti archeologici e musei nazionali un cartello con su scritto: «Chiuso per sciopero». Ad incrociare le braccia i custodi precari (con contratti a termine) che hanno così provocato la chiusura per l'intero giorno del Foro Romano, del Palatino, del Museo Nazionale del Palazzo Massimo e della Cripta Balbi. Stesso cartello e stessa delusione per quanti avevano in programma di visitare nella mattinata le Terme di Caracalla e quelle di Diocleziano, che hanno però riaperto i battenti nel pomeriggio. La protesta dei custodi ha fatto chiudere i cancelli, dalle 14 in poi, anche del Museo dell'Alto Medioevo e della Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea (di cui nella mattina sono state visitabili solo le 16 sale dell'Ottocento). «La parlecipazione è stata massiccia, il 50 dei lavoratori a termine si è astenuto dal lavoro. Volevamo dimostrare che senza i cosiddetti giubilari (i custodi che sono stati assunti in occasione del Giubileo) l'attività culturale romana viene danneggiata. - ha spiegato Sidney Journo, sindacalista del comitato romano Abc (Associazione Beni Culturali) che insieme al sindacato Rdb (Rappresentanze di Base) ha promosso la protesta - Se non saranno rinnovati i contratti di circa 500 precari dei musei nazionali (tra custodi e assistenti tecnici museali), dal 31 dicembre 2003 saranno a rischio le aperture di gran parte dei luoghi d'arte della Capitale». Sbigottiti i visitatori che si sono riversati nelle strade del centro a frotte trasformando la vacanza culturale in un tour di shopping. «Abbiamo ricevuto una doccia fredda stamattina - spiega Dario Saponaro mentre chiede spiegazioni davanti alla biglietteria del Foro Palatino con una comitiva proveniente da Reggio Emilia - abbiamo speso 8 euro per il biglietto, ci hanno assicurato che lo potremo usare fino al 31 dicembre ma è una magra consolazione. Per ora torniamo in Emilia beffati». Imbufaliti anche gli stranieri. Come il tedesco Bernd Beickler: «Inammissibile che all' ingresso dei musei, non sia stata prevista una corretta informazione - protesta davanti al Foro Romano con la sua famiglia, mentre alcune guide imperterrite cercano di illustrare a comitive di tedeschi e canadesi l'architettura dell'Arco di Tito che si intravede tra le sbarre di un cancello rigorosamente chiuso - In fondo bastava un cartello nelle principali lingue».
Vacanze romane senza cultura: sciopero
Ieri, a Roma, è stato chiuso il Foro Romano, il Palatino, il Museo Nazionale del Palazzo Massimo e la Cripta Balbi a causa di un sciopero dei custodi precari. La protesta è stata organizzata per dimostrare che senza i custodi a termine, l'attività culturale romana viene danneggiata. I custodi hanno chiesto la rinnovazione dei contratti di circa 500 precari dei musei nazionali, altrimenti le aperture dei luoghi d'arte della Capitale sarebbero a rischio a partire dal 31 dicembre 2003. I visitatori sono stati delusi e hanno dovuto tornare in città senza poter visitare i siti archeologici e musei.
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