SCANZANO JONICO - Un parco archeologico completamente abbandonato e nel degrado. È quello del Termitito, costato più di un miliardo di vecchie lire, sito su una collina che si affaccia sulla valle del Cavone. È l'unico sito locale della splendida e fiorente Magna Grecia, ma anche questo non basta a garantire condizioni migliori di un'area che in condizioni normali sarebbe una grande risorsa. Nei pressi del parco opera da qualche mese, e con buon successo, un albergo-ristorante di privati, mentre la zona archeologica è regno di erbacce, animali selvatici. La recinzione è oramai saltata in più parti, le lamiere di copertura di un sylos cui aveva lavorato il «padre dell'archeologia lucana», Dinu Adamesteanu, divelte dalle intemperie. Insomma, pare che il Parco del Termitito non interessi assolutamente a nessuno. Né alla Pro Loco, né alla civica amministrazione, né alla Provincia di Matera, né all'assessore regionale alla Cultura. Quel che è più grave, però, è che non si interessa al problema nemmeno la Soprintendenza ai beni archeologici della Basilicata, che continua a fa finta di non sentire e non interviene lì dove, forse, ha vissuto il costruttore del cavallo di Troia, il falegname-semidio Epeo. Forse va rivolto un appello al ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione? Oppure bisogna rassegnarsi a vivere in una regione le cui istituzioni continuano ad essere sorde rispetto ad una emergenza simile e sotto gli occhi di tutti?