Il monito di Mimma Pasculli: 'Sotto corso Cavour si nasconde una necropoli antica' Scendono in campo per difendere piazze e centri storici, «minacciati da devastanti interventi urbanistici di bassa speculazione edilizia». Sono un gruppo eterogeneo di docenti universitari, ex sindaci, coordinatori di movimenti civici, presidenti di associazioni culturali, riuniti nel 'Coordinamento per la difesa del patrimonio culturale di Bari, Bitonto e Mola'. Mimma Pasculli, docente di Storia comparata dell'arte e dei Paesi europei alla facoltà di Lingue dell'Ateneo barese è una delle 'anime' del coordinamento e non usa perifrasi: «Molti centri storici della nostra provincia sono interessati a parcheggi interrati, appaltati dai Comuni, deliberati con discutibili conferenze di servizi, quindi senza la partecipazione collettiva e solo in alcuni casi con la consultazione della Soprintendenza competente, ma dietro richiesta di associazioni quali Italia Nostra nel caso di piazza Cesare Battisti». Il risultato, secondo il coordinamento, è che «a Bari due piazze sono state già distrutte nel 2005»: piazza Giulio Cesare, completamento del complesso monumentale del Policlinico realizzato nel 1930, e piazza Cesare Battisti, giardino storico nato nel 1885, 'appendice' di Palazzo Ateneo, «sostituito da un futuro giardino contemporaneo che delle antiche piante conserva solo sette palme». Ma se 'danni' sono già stati fatti, il futuro non promette granché di buono. Rileva la Pasculli: «Ora vorrebbero distruggere anche corso Cavour, strada monumentale alberata, riconosciuta tra le più belle d'Europa; un vero boulevard alla francese, ma anche l'antichissima 'via del mare' che partiva proprio dalla 'porta del mare' (Porta Nova, 1612) del Borgo antico». Né va meglio in provincia. «A Mola e a Bitonto -aggiunge -sono state prese di mira le centralissime e secolari piazze XX Settembre e Aldo Moro, analogamente collocate al di là della 'porta di città'. E se a Bisceglie la piazza principale si è salvata solo grazie al ritrovamento dell'acqua mentre si avviavano i lavori, a Trani già due anni fa è stata 'devastata' la storica piazza della stazione». «Eppure -sottolinea la Pasculli -è noto a tutti il ruolo storico e urbanistico di queste piazze e strade alberate, primo raccordo vitale tra borgo vecchio e borgo nuovo, come testimonia la bibliografia sull'argomento». Dunque, parcheggi non 'nei centri storici', ma 'a ridosso dei centri storici', come specifica l'indicazione urbanistica. «Da notare -rincara la docente -che proprio dove oggi si vorrebbe il parcheggio sotterraneo esiste una necropoli antica, risalente al VI secolo avanti Cristo, convenzionalmente riferita al toponimo di piazza Cavour, come rileva Giuseppe Andreassi, attuale soprintendente archeologo, nel volume Archeologia di una città. Bari dalle origini al X secolo scritto nell'88 insieme alla collega Francesca Radina. Proprio da quest'area, peraltro, proviene lo splendido Kantaros peucezio, donato al Museo archeologico nel 1896, quando varie tombe vennero alla luce 'nel cavarsi le fondamenta del palazzo del dottor Giovanni Cirillo'». L'appello del coordinamento, al quale hanno aderito anche una quindicina di esercenti di corso Cavour, è uno solo: «Non distruggiamo la strada e la Bari murattiana; non distruggiamo l'antica necropoli». Per far sentire la sua voce, coinvolgere la cittadinanza e il mondo della cultura, oltre al documento già inviato a inizio dicembre al ministero per i Beni culturali, il coordinamento ha indetto per questo pomeriggio una riunione alla facoltà di Lingue, alla quale saranno presenti associazioni culturali e ambientaliste, con l'Università in prima fila.