IL CAIRO E' allarme in Egitto e tra gli archeologi di tutto il mondo: un pesante blocco della piramide di Cheope, il simbolo stesso dell'Egitto e della sua storia millenaria, si è staccato ed è franato a terra, per fortuna senza colpire nessuno (un masso in granito pesa 5 tonnellate). L'episodio è stato minimizzato dalle autorità locali: ne ha riferito unicamente la rivista al Ahram Weekly, settimanale in lingua inglese di modesta tiratura. Tuttavia trapela un crescente malcontento fra gli studiosi: una bufera potrebbe abbattersi su Zahi Hawass, direttore del Supremo consiglio delle antichità del Cairo e padre-padrone dell'Egittologia mondiale. Per molti, Hawass si mostrerebbe sempre più spregiudicato nel rendere i siti in riva al Nilo dei centri di archeologia-spettacolo, in grado di raccogliere denaro e di far sbarcare fiumi di turisti insensibili ad habitat archeologici delicati: aperture delle tombe in diretta, recupero di mummie davanti alle telecamere, la Tac a TutAnkh Amon a cielo aperto di fronte agli operatori del National Geographic, oggetti preziosi trasportati ovunque per mostre senza contenuto scientifico: tutto dietro lauto compenso, finalizzato a finanziare si dice l'attività scientifica egiziana. Alla lista non poteva mancare la piramide di Cheope, costruita attorno al 2550 a. C. e considerata una delle sette meraviglie del mondo; gruppi di turisti, o meglio di barbari, ogni giorno entrano nei corridoi dell'immenso gigante di pietra e lo violentano con flash e rifiuti: qualche vandalo è persino riuscito a scrivere il proprio nome sulle pareti. Addirittura, con la tacita connivenza dì chi dovrebbe controllare, sono sempre più numerosi quelli che si arrampicano. E a volte, senza ritegno, la scalata assume toni ufficiali: non si possono dimenticare le immagini trasmesse tempo fa nella trasmissione Voyager, che mostravano il conduttore in compagnia di Hawass impegnati nell'arrampicata sulla piramide. E poi le ripetute esplorazioni all'interno di Cheope. Più volte un piccolo robot è stato fatto entrare nei cunicoli e ha perforato pareti e porte alla ricerca di fantomatici passaggi segreti, con la telecamera a immortalare l'impresa in mondovisione. Se uniamo a simili stress mediatici e a logoranti invasioni turistiche, l'azione lenta, ma micidiale, dell'inquinamento e dell'umidità che penetra dal terreno, ecco spiegato lo stato d'allarme sollevato dall'Egittologia seria. Tanto che lo stesso Farouk Hosni, ministro della Cultura in conflitto con Hawass per l'archeologia-spettacolo, ha promesso una rapida inchiesta e seri provvedimenti.
Precipita un blocco della piramide: sotto accusa in Egitto lo sfruttamento intensivo dei beni culturali a fini turistici
Un masso di 5 tonnellate di granito si è staccato dalla piramide di Cheope, il simbolo dell'Egitto, senza colpire nessuno. L'episodio è stato minimizzato dalle autorità locali, ma gli studiosi sono preoccupati per il futuro della piramide e dell'Egittologia. Il direttore del Supremo consiglio delle antichità del Cairo, Zahi Hawass, è stato criticato per aver trasformato i siti archeologici in centri di archeologia-spettacolo, che attirano denaro e turisti. La piramide di Cheope, costruita intorno al 2550 a.C.
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