Per festeggiare i 50 anni della Corte costituzionale week-end di visite dal primo febbraio Il Palazzo della Consulta, sede della Corte costituzionale, sarà aperto alle visite dei cittadini e in particolare dei romani a partire da febbraio. Lo aveva anticipato il presidente della Corte costituzionale Annibale Marini al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. A Capodanno, nella piazza del Quirinale, dove si è svolto il tradizionale concerto voluto da Ciampi per festeggiare il 2006 la novità delle le luci accese del palazzo della Consulta ha suscitato curiosità. Molte persone approfittando del portone aperto vi hanno trovato rifugio dalla pioggia. Come mai è aperto? Hanno chiesto in tanti. «È stato fatto un doveroso omaggio al presidente Ciampi che quest'anno ha fatto l'ultimo discorso del settennato - ha detto il presidente dei giudici della Consulta Annibale Marini al Messaggero - ed è stato un modo per evidenziare e anticipare questa iniziativa dell'apertura del palazzo della Consulta alle visite, volta a far meglio conoscere questo organo all'esterno. È stato anche un modo di rendere omaggio ai cittadini, in particolare ai romani, perché non dimentichiamolo questa è la loro piazza e la loro Corte». Nel 2006 la Corte costituzionale celebra i suoi primi 50 anni. Già il 15 dicembre scorso, nell'anniversario del giuramento dei primi giudici costituzionali nel 1955, il presidente attuale e i due vice, sono stati ricevuti al Quirinale dove hanno illustrato il programma di celebrazioni per il compleanno della Corte. Tra gli appuntamenti in programma, l'arrivo a Roma di circa 70 presidenti di Corti costituzionali da tutto il mondo. Ci saranno vari incontri di studio a palazzo della Consulta. Ma un momento speciale sarà il viaggio che la Corte costituzionale farà ad Auschwitz in Polonia. I giudici che devono difendere i diritti fondamentali dei cittadini e decidere sull'armonia tra le norme costituzionali e le leggi, che hanno un ruolo di garanzia e di arbitro nelle controversie tra lo Stato e le Regioni, avranno modo di riflettere nella spianata di Birkenau, dove si calcola che vennero sterminati dai nazisti tra il '40 e il '45 nei lager e nelle camere e gas oltre 1.100.000 prigionieri, quasi tutti ebrei dal 1942. Dal 1 febbraio il sabato e la domenica il palazzo della Consulta sarà aperto ai cittadini, romani e non, che vorranno visitarlo. Fin dall'edificazione e fino al 1870 (salvo un brevissimo periodo) in questo palazzo aveva sede un organismo ecclesiastico con funzioni giudiziarie in materia civile e penale, la Sacra Consulta. Forse non tanti romani sanno che per trovare i quattrini per costruire il palazzo oltre a quello che oggi chiameremmo "tagli alla spesa pubblica" si fece ricorso ai proventi del gioco del Lotto, ripristinato per l'occasione con la revoca del divieto e della pena della scomunica. Dall'alto della terrazza che dà sulla piazza del Quirinale si può ammirare uno dei più bei panorami della capitale, da Monte Mario al Cupolone di San Pietro. Dentro saranno aperti, tra l'altro, alle visite la sala delle udienze, il salotto verde nella cui volta c'è la Magnificenza di Antonio Bicchierai e il salotto rosso con il celebre Maggio dipinto da Giacomo Balla. I cittadini potranno sentirsi così più vicini alla giustizia nei luoghi in cui viene esercitata per loro. Robert Jackson, giudice della Corte suprema degli Stati Uniti d'America, in una delle sue decisioni scrisse: «Sui diritti fondamentali non si vota e le Corti Supreme hanno il compito di difendere i diritti fondamentali». E Aldo Sandulli, che fu il quinto presidente della nostra Consulta, tra il '68 e il '69, disse: «La Corte costituzionale ha il compito di difendere la democrazia da sè stessa».