"Viola il principio di sussidiarietà verticale, dando tutto non già alla istituzione più vicina al cittadino, i Comuni, ma alle Province" Meconi critico sul Testo unico regionale sul turismo che abolirà le Apt e istituirà i Sistemi territoriali ASCOLI - Il segretario comunale di Force, Luigi Meconi, ha inviato una nota per fissare l'attenzione su una legge regionale in gestazione. Si tratta del Testo unico sul turismo che abolisce le Aziende per il turismo e istituisce i Sistemi turistici territoriali, uno per Provincia. "E' - esordisce - ampiamente superato dalla realtà. Era già emerso che costituiva una espropriazione di tutte le autonomie comunali a vantaggio delle Province. Letti i primi nove articoli si è notato che è una sorta di legge-mostro perché viola il principio di sussidiarietà, quello "verticale", dando tutto non già alla istituzione più vicina al cittadino, i Comuni, ma alle Province. Per la solita scusa del numero enorme di piccoli Comuni. Vera questa enorme presenza di piccoli Comuni, ma è anche vero che, per fare il solo esempio della Provincia di Ascoli, nel 2002 si è fatto uno studio in cui dagli attuali 73 Comuni si può scendere, in men che non si dica, a 19 enti locali. Tramite le Unioni di piccoli Comuni. Progetto naturalmente lasciato morire". "Si è detto anche - prosegue Meconi - che resta, in più, un forte centralismo regionale. Vedi la Regione che distribuisce contributi alle Pro Loco. Si è infine detto che, grazie alla sussidiarietà "orizzontale", tutto lascia supporre che si punta a passare tutto ai "soggetti privati", articolo 8. Come, se molti beni storico-culturali sono proprietà dei Comuni? Ci si chiede infine se non si sta andando verso la "privatizzazione" di pinacoteche, musei, e, perché no, anche delle torri civiche. Il tutto grazie a società di capitali. Non importa se totalmente pubbliche. Altro, si ripete per l'ennesima volta, se si opera tramite Aziende speciali o istituzioni, che, per legge, non possono fare utili, né possono finire in mano a privati per fallimento. Non passa giorno che dietro la vicenda Unipol-Bnl nei giornali non si legga il politico di sinistra di turno che non dichiari: "basta al connubio tra finanza e politica". Se il centro-destra sta al gioco come il pesce con l'acqua, per la sinistra la cosa è più dura. Ma come non chiamare tutto questo lacrime di coccodrillo, visto che oramai sinistra e destra parlano addirittura di Comuni Spa o Comuni Holding? Ma torniamo alla fantasia, pardon, alla realtà che la supera. Sul numero 68 di Piceno News leggo della "presentazione del nuovo contratto di programma per il turismo". C'è già tutto: società, la Piceno sviluppo srl, e il Consorzio, il "Sistema piceno turismo". Visto che il tutto è stato presentato anche dal Presidente della Provincia e dall'assessore provinciale, si suppone, ma non si è certi, anche la presenza, diretta o indiretta, della Provincia. Pronte anche venti proposte con investimenti per 108 milioni di euro. Non si capisce il ruolo della Provincia. Di certo i Comuni, neo Cenerentole, non ci sono. O sono tra quei "fortunati" undici investiti dei primi progetti. In prospettiva somme della Regione. Bene l'iniziativa dei privati, bene la presenza delle istituzioni, ma che dire quando il tutto nasce e viene presentato prima ancora della nuova, per me aberrante, legge regionale? Dove sono finiti i Consigli regionale e provinciali, ma soprattutto quelli dei Comuni? Comuni che sono, o c'è chi ne dubita?, i primi ed esclusivi gestori di immensi patrimoni grazie a cui i privati possono investire del loro con ben maggiore, almeno a mio giudizio, tranquillità?". REDAZIONALE
"Una legge-mostro che penalizza i Comuni"
Luigi Meconi, segretario comunale di Force, ha criticato il Testo unico regionale sul turismo che abolisce le Aziende per il turismo e istituisce i Sistemi turistici territoriali, uno per Provincia. Meconi sostiene che la legge viola il principio di sussidiarietà verticale, dando tutto alle Province anziché ai Comuni. Inoltre, critica il forte centralismo regionale e la possibilità di "privatizzazione" di beni storico-culturali. Meconi ha anche notato che i Comuni non sono stati coinvolti nella presentazione del nuovo contratto di programma per il turismo e che il ruolo della Provincia non è chiaro. Ha anche sollevato dubbi sulla possibilità che i Comuni possano essere "fortunati" investiti dei progetti.
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