Lunedì 2 Gennaio 2006 Chiudi Quando Giovanni Insolera era delegato fu stipulata la convenzione per gestire il sito archeologico Potrebbe già esistere un museo dei reperti venuti alla luce a Cencelle: la convenzione per la gestione dell'antico sito archeologico fu stipulata circa 5 anni fa, tra i comuni di Civitavecchia e Tarquinia. Alla riunione, a "La Sapienza" di Roma, l'allora sindaco Pietro Tidei, Conversini per Tarquinia, la Sovrintendente dell'Etruria Meridionale Moretti con quello dei Beni Artistici e la professoressa Pani, direttrice dello scavo, decisero che i due comuni avrebbero gestito insieme la parte storica e Civitavecchia avrebbe avuto un ruolo di guida. E si sarebbe dovuto realizzare un museo. Ad oggi però sembra che il fascicolo comprovante la convenzione sia sparito. «E' come se niente di tutto questo fosse stato fatto - afferma il professore Giovanni Insolera che aveva innescato la trattativa - Non sono mai riuscito a parlare, neppure per telefono, con l'ex assessore Tedesco. La politica culturale va continuata». Cinque an ni fa Insolera aveva la delega all'Archivio storico, ai rapporti con la Sovrintendenza per la valorizzazione dei Beni archeologici e culturali cittadini. Sua fu l'iniziativa di aprire l'archivio. «Nel '96 Civitavecchia - sottolinea - era l'unica città nel Lazio senza archivio. Per questo presi contatti con la Sovrintendenza e con l'Archivio Storico di Roma e feci un progetto». Armato di buona volontà e conoscenza, Insolera ha recuperato i registri trovandoli nei posti più impensati, perfino sotto cumuli di immondizie, quindi ha dato vita all'archivio comunale, i cui documenti più vecchi risalgono all'800, mentre i più antichi di quello notarile sono del '500. La realizzazione dell'archivio venne resa possibile anche per il finaziamento di 40 milioni di lire della Regione Lazio. Prima della ristrutturazione, quelle stanze erano ritrovo degli anziani. Cambiata l'amministrazione, la delega di Insolera passò a Enrico Ciancarini. «Non sono un politico - afferma Insolera -, ma un volontario in nome della cultura». Ad Insolera si deve anche il recupero delle opere del Calamatta, insieme con Ennio Piroli, Enrica Foschi e con il finanziamento dell'Ente Cassa di Risparmio di Civitavecchia. «Le 130 opere della collezione Cialdi - sottolinea Insolera - che, scaduta la giunta Tidei, è stata portata via». Con Insolera delegato, grazie ad un progetto di un eminente botanico, con "La Sapienza", dopo una serie di operazioni il Comune era riuscito ad avere 2 miliardi e 400 milioni dalla Ue per gli Horti ed il restauro delle Terme, progettato da Rossella Foschi.
LAZIO:Che fine ha fatto il museo di Cencelle?
Il professore Giovanni Insolera ha affermato che una convenzione per la gestione del sito archeologico di Cencelle, tra i comuni di Civitavecchia e Tarquinia, è stata stipulata circa 5 anni fa. La convenzione prevedeva la creazione di un museo, ma ad oggi sembra che il fascicolo comprovante la convenzione sia sparito. Insolera, che aveva la delega all'Archivio storico, aveva iniziato la trattativa per la gestione del sito archeologico e aveva recuperato i registri dell'archivio comunale. Ha anche recuperato le opere del Calamatta e ha contribuito alla realizzazione del progetto per il restauro delle Terme. Insolera afferma di essere un volontario in nome della cultura e di non essere un politico.
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