Una nuova stagione di studi sull'arte del Medioevo a Napoli sta prendendo forma. Due pubblicazioni, infatti, riflettono il progredire e l'affinarsi delle ricerche su argomenti della storia dell'arte ancora lontani dai gusti e dai consumi del grande pubblico. E in tal senso, negli esempi di cui parliamo, è notevole anche il tentativo di comunicare meglio problemi che solo ad un primo approccio sembrano di scarsa digeribilità. I due libri sono un dittico: Il Duomo di Napoli dal paleocristiano all'età angioina e Le chiese di San Lorenzo e San Domenico, gli Ordini mendicanti a Napoli, entrambi curati da Serena Romano e Nicolas Bock (Electa Napoli, 2002 e 2005), dànno conto di due giornate di studi su Napoli e l'Italia meridionale tenutesi a Losanna nel 2000-2001, in cui 15 studiosi si sono confrontati con i curatori su tre monumenti napoletani talmente carichi di storia da rendere estremamente difficile la definizione della loro fase medioevale. La giornata di studi sul Duomo di Napoli nasce da un'idea di Serena Romano, che spiega nel suo saggio introduttivo come questo "grande oggetto nel centro della città, memoria resistente di molte fasi storiche, canovaccio di redazioni architettoniche e decorative ancora lacunosamente esistenti e visibili", si possa studiare non solo dal punto di vista della storia dell'arte e delle discipline con cui essa confina, ma anche e soprattutto a partire dall'impronta conferita al monumento dai suoi "gestori" per eccellenza, e cioè i Vescovi napoletani. Gli studiosi raccolti dalla Romano intorno a questo tema di ricerca dimostrano come il modo di allestire le sepolture, la gestione dello spazio sacro, la scelta dei temi iconografici - delle immagini, insomma - siano state frutto di scelte di gusto, di committenza e di orientamento anche politico da parte dei prelati napoletani. Tradizioni bizantine - la antica grecità di Napoli, anche in campo religioso - si sedimentano in un complicato palinsesto poi interrotto, ma anche unificato alla fine del Duecento, dall'avvento del potere angioino. Solo per fare un esempio, sorprende sempre, anche in interventi molto tecnici come quello di Roberto Coroneo sul decoro architettonico e l'arredo liturgico nella Cattedrale, la ricchezza del ventaglio di rinvii: partendo dalle mensole-architrave del V secolo della Basilica di Santa Restituta, annessa, al Duomo, si può viaggiare fino alla «Casa delle Stagioni» a Sbeïtla, in Tunisia, per una trama di confronti che si dipana a Cagliari per poi rientrare a Cimitile, presso Nola, e infine giunge a Madaba, in Giordania, per il disegno del frammento di pluteo conservato a Santa Restituta. Il volume su San Lorenzo e San Domenico maggiore presenta una raccolta di contributi altrettanto varia, e mostra come la ricerca del Medioevo in queste due poderose fabbriche sia molto meno agevole di quanto ci dicano le guide di Napoli, antiche e moderne: in particolare per San Domenico Maggiore, profondamente trasformata dagli interventi barocchi e ottocenteschi, la ricostruzione dell'assetto originario è un vero e proprio esercizio di archeologia virtuale. Una introduzione molto utile ai temi specificamente storico-architettonici e storico-artistici degli altri autori è quella di Giovanni Vitolo sui rapporti tra la nobiltà del Centro Antico di Napoli e San Lorenzo e San Domenico, le due maggiori chiese dell'area. Sia i Francescani sia i Domenicani, ospitando nelle loro chiese le tombe degli esponenti delle classi al potere nella Napoli angioina e aragonese, dettero visibilità e memoria a gruppi sociali che intrattennero rapporti molto complessi con la Corte. Il lavoro redazionale dei curatori si avverte nella chiarezza di stesura degli interventi; peccato che un contributo così importante sia edito come una dispensa universitaria, con foto di ottimo livello stampate su carta normale. Altrove, forse, si sarebbe voluto fare di meglio, ma va bene anche così: almeno il prezzo dei volumi è molto contenuto.
NAPOLI: Radiografia sull'arte del Medioevo
Due pubblicazioni, curate da Serena Romano e Nicolas Bock, riflettono il progredire delle ricerche sull'arte del Medioevo a Napoli. Il dittico "Il Duomo di Napoli dal paleocristiano all'età angioina" e "Le chiese di San Lorenzo e San Domenico, gli Ordini mendicanti a Napoli" è stato realizzato su base di una giornata di studi tenutasi a Losanna nel 2000-2001. Gli studiosi hanno esaminato tre monumenti napoletani, il Duomo, San Lorenzo e San Domenico, e hanno dimostrato come le scelte di gusto, committenza e orientamento politico dei prelati napoletani abbiano influenzato la loro gestione e decorazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo