Pochi conoscono la vera storia del mausoleo di Posillipo e forse ancora meno sono al corrente delle sue attuali condizioni di degrado. Quello che nei manuali di architettura è spesso definito come «il più ambizioso esempio di stile neoegizio in Italia» è stato, infatti, dimenticato e abbandonato al suo destino. Costruito nel 1881 su commissione di Matteo Schilizzi, che intendeva utilizzarlo per onorare la memoria dei suoi familiari, il monumento fu acquisito dal Comune nel 1919 per i caduti napoletani della prima guerra mondiale e ospitò, poi, le vittime del secondo conflitto e delle Quattro giornate. Per un certo periodo di tempo sono rimaste qui anche le spoglie di Salvo D'Acquisto. Ma il curriculum di tutto rispetto e la necessità di ricordare i nostri concittadini scomparsi non sembrano aver sortito grande effetto sul fronte della manutenzione, perché oggi la struttura si presenta così: impianto elettrico inadeguato con molti fili scoperi, intonaci caduti, ampie zone interne transennate, infiltrazioni d'acqua nelle tombe, crepe nelle pareti esterne, giardino monumentale incolto, fontane senz'acqua, vetri rotti. Le ferite dell'umidità e i marmi pericolanti non risparmiano nemmeno le lapidi che beneficiano di una migliore esposizione al sole. All'esterno la situazione non cambia: le operazioni di spazzamento e rimozione dei rifiuti sono sospese da settembre. Le scale interne sono popolate dai piccioni, perché nessuno ha mai pensato di schermare le feritoie con una rete protettiva. «E per cambiare un vetro rotto - spiega il custode - il tempo d'attesa può arrivare fino a quattro anni». Sotto accusa anche il servizio di sicurezza per il moltiplicarsi dei furti all'interno dei giardini. A quando un'operazione di restyling? L'interesse delle autorità, purtroppo, pare fermarsi alle celebrazioni ufficiali e alla deposizione di corone in occasione delle festività civili e religiose. Un attimo dopo i riflettori si spengono e il luogo della memoria ritorna a diventare il luogo dell'oblìo. Qualche anno fa era stata presentata una proposta per la cessione temporanea del monumento al ministero della Difesa, conl'impegno di attivare e coordinare un progetto di riqualificazione completa per poi riconsegnarlo alla città. Di quel progetto, però, non si è mai fatto nulla. «In occasione delle ricorrenze sono moltissimi i parenti dei caduti che si recano sulle tombe, anche da fuori Napoli, e che hanno scritto scandalizzati al Comune per denunciare le condizioni di degrado e abbandono del mausoleo - ricorda Fabio Chiosi, presidente della circoscrizione - visto che il Comune non interviene sarebbe utile portare avanti l'ipotesi di cessione della struttura al ministero della Difesa, che ha anche mostrato interessamento».