Ieri mattina il capitano Gianfilippo Manconi (recentemente premiato dal presidente della Repubblica con la medaglia di bronzo per i benemeriti dell'arte a seguito dei preziosi risultati finora conseguiti) ha tracciato il bilancio dell'attività svolta nel corso dell'anno. E il recupero del quadro di Paglietti (che rappresenta i santi Anna e Gioacchino con Maria bambina) costituisce, sicuramente, motivo di orgoglio. «Lo cercavamo da tempo ha detto l'ufficiale e sapevamo che era rimasto in Sardegna. La collaborazione del parroco e dei fedeli di Osilo, poi, ci ha dato la possibilità di chiudere positivamente l'operazione. Grazie a diverse foto dei primi Anni Cinquanta, scattate in occasione di matrimoni, abbiamo potuto stabilire che il quadro esposto nel supermercato era lo stesso scomparso, in circostanze tutte da chiarire, dalla chiesa del Rosario». In realtà, qualche tempo fa l'allora parroco di Osilo si era presentato nel supermercato di Li Punti e aveva chiesto la restituzione del quadro. Il titolare aveva risposto di averlo acquistato e di essere pronto a cederlo, ma solo se messo nelle condizioni di recuperare il denaro speso. Così non se ne fece niente. Ora che l'indagine è conclusa e il commerciante è stato rinviato a giudizio per ricettazione, il quadro espletate le ultime formalità potrà essere restituito alla Confraternita del Rosario ed esposto nella chiesa di Osilo. Imponente l'attività svolta nei dodici mesi del 2005 dagli uomini guidati dal capitano Manconi. Rilevanti i controlli nelle aree archeologiche (211) e i beni d'arte recuperati (93). Tra questi la Bibbia del Cinquecento rubata dalla biblioteca del convento di Santa Maria di Sassari e restituita spontaneamente dall'acquirente dopo che i carabinieri l'avevano ormai individuato. E il tomo IV sulla Storia ecclesiastica del Nuovo e vecchio testamento, sparito dal monastero di Sarzana, in Liguria, e per il cui furto è stato arrestato un rumeno attualmente in carcere a Sassari. Nella lista degli ultimi recuperi, anche le Carte Gloria del 1800 (sparite da un convento nel Veneto), le acque santiere in marmo del seicento (si indaga ancora per scoprire da dove sono state prelevate), le anfore sequestrate a Santa Teresa di Gallura (due persone denunciate per ricettazione), e una serie di reperti recuperati a Calangianus (con un metal-detector).