Storia e critica d'arte, iconografia e iconologia, arti applicate, spettacolo, grafica e design, folklore, archeologia. Vasti gli ambiti d'interesse della Biblioteca d'Arte del Castello Sforzesco, che ha riaperto in questi giorni dopo cinque mesi di sospensione dei servizi: circa novantamila volumi per una raccolta specialistica tra le maggiori d'Italia, punto di riferimento per studenti ed esperti di arti visive non solo a Milano, ma in tutto il Nord. La Biblioteca occupa il pianterreno dell'ala e del torrione est: nel Quattrocento era l'appartamento di Ludovico il Moro da giovane, prima della nomina a Duca, mentre le strutture risalgono all'epoca tardo viscontea. Ambienti monumentali, ma ormai soffocati di libri e di lettori, insufficienti a ospitare questa istituzione. «Il futuro è fuori di qui afferma la direttrice della biblioteca Rina La Guardia, in ruolo dal luglio 2005 . Ci era stato promesso il trasferimento nell'area ex-Ansaldo, ma per ora il progetto è slittato e noi dobbiamo sopravvivere in questa sede». Proprio alla perenne sofferenza di spazi è dovuto il recentissimo riallestimento: la creazione di un soppalco metallico mobile nella sala di lettura ha permesso di recuperare 200 metri di nuovi scaffali, dove sono stati collocati circa 7000 volumi in più per la libera consultazione. I posti a sedere sono rimasti 40, ma sono aumentate da 5 a 7 le postazioni informatiche. La chiusura però ha suscitato malcontento nell' utenza. «Mi rendo conto che la biblioteca era già stata chiusa nel 2004, per gli indispensabili adeguamenti impiantistici che stanno interessando tutto il Castello prosegue La Guardia . L'ultimo intervento non è stato un maquillage, ma una necessità, per creare spazi nuovi e sicuri. Purtroppo abbiamo chiuso con un mese d'anticipo, in agosto invece che in settembre come previsto, per compiere tutti i calcoli strutturali che ancora mancavano. D'ora in avanti potremo funzionare a pieno ritmo». Si parla anche di spostamento in via Cimarosa e di restrizione dell' accesso ai soli ricercatori. «Leggende metropolitane commenta la direttrice . In via Cimarosa è stata trasferita, per recuperare spazio, la sezione periodici. Per l'accesso degli studenti sarà applicato il nuovo regolamento: per iscriversi è necessaria la presentazione del proprio professore universitario. Tutto qui». Entriamo a dare uno sguardo: in questi giorni di vacanze il salone non è affollato, ma normalmente è gremito di studiosi. Entra il sole dalla vetrata che si affaccia sulla Corte Maggiore: nel prato si aggira sornione qualche esemplare della colonia felina che è presenza ormai storica al Castello. Nutrita e protetta con affetto dal personale della biblioteca e non solo, rappresenta un' attrazione in più per i turisti. Chi scrive, utente quotidiano di queste sale negli anni Settanta, ricorda che allora una dolcissima gattina nera, coccolata dagli addetti e beniamina dei frequentatori, era ospite fissa della sala lettura, come accade spesso nelle biblioteche all'estero. Dovesse mai passare un topolino, un gatto può sempre essere utile...