PORTO TORRES. Primo faccia a faccia sul futuro dell'Asinara fra la "comunità scientifica" e l'architetto Vanni Maciocco da una parte, e il presidente della giunta regionale Renato Soru dall'altra. Un faccia a faccia al quale hanno partecipato il presidente della provincia di Sassari Alessandra Giudici e il sindaco di Porto Torres, nonché padrone di casa, Luciano Mura. Un incontro che, per , non avrebbe completamente convinto né Soru né il sindaco di Porto Torres. Pomo della discordia, il futuro dell'isola. Da una parte la posizione della comunità scientifica che ha disegnato un'Asinara bucolica, in grado di sopportare la presenza di poche centinaia di persone al giorno, la maggior parte delle quali addette ai lavori fra studiosi, personale del parco e personale della forestale. Dall'altra, quella della Comunità del parco, con gli amministratori regionali e locali, con una visione piè pragmatica, che deve fare i conti con un territorio che soffre una devastante crisi economica. In mezzo, quasi fra due fuochi, il progettista del Piano del parco (apprezzato apertamente da Soru), l'architetto Vanni Maciocco, che ha cercato di spiegare la filosofia di base del suo progetto che parte dalla tutela dell'ambiente, con una cauta apertura alla presenza (turistica) dell'uomo. E a questo proposito Soru ha sottolineato che l'Asinara non ù in vendita. Alla fine, pur ammettendo che devono ancora essere studiati alcuni degli argomenti affrontati nel corso dell'incontro, ha dato un "suggerimento": «Iniziamo a ripulire l'isola, a portare via carcasse di auto e tutti i rifiuti ha detto . Quello, almeno, potremo farlo». Soru ù apparso piuttosto contrariato quando nessuno ù stato in grado di stabilire quante sono le persone che potrebbe accogliere, quotidianamente, l'Asinara. Gli esperti, infatti, si sono contraddetti e c'è stato chi ha sostenuto che il numero massimo era di cinquecento persone, chi quel numero lo ha raddoppiato. Come non ù stato possibile capire «esattamente» se le risorse idriche dell'isola sono sufficienti. Un esperto ha affermato che c'era poca acqua e per giunta inquinata, un altro ha ricordato che quelle stesse risorse hanno fornito acqua a millecinquecento persone. E poi, agricoltura «sà, ma solo come recupero storico delle attivitì agrozootecniche. Troppo poco per accontentare Renato Soru che, forse, si attendeva risposte piè precise. Un balletto di pareri che ha spinto il sindaco a sottolineare la propria «meraviglia» per una situazione ambientale quasi drammatica, almeno per come è stata prospettata dagli esperti. «Questi problemi si stanno presentando solo ora, senza la presenza dell'uomo all'Asina-ra ha detto . Ci prospettate un parco-bomboniera ma la storia ù diversa. Non voglio raccontare la barzelletta che il carcere ha tutelato l'ambiente, ma la presenza dell'uomo - questo sarà servita a mantenere un certo equilibrio. Il numero dei cinghiali e delle capre era controllato e le produzioni agrozootecniche, anche se a livelli di sussitenza, funzionavano. E' un fatto su cui occorre riflettere».