Controcorrente: musei gratis da aprile. L'ha pensato l'assessore alla Cultura, Angelo Guglielmi. Lo propone al consiglio il sindaco Sergio Cofferati, che intanto lo comunica alla stampa nel bilancio di fine anno. Bologna prima città in Italia. L'altra novità è la riduzione degli orari. Tipo: la biblioteca della Sala Borsa dal primo gennaio chiuderà alle 20. Ma questo si viene a sapere più tardi. Mentre si è appena chiuso «l'altro bilancio», la manovra finanziaria del Comune votata due giorni fa, «discussione che si preannunciava non facile», rileva il sindaco. E' andata: maggioranza compatta e un sospiro di sollievo. «Anno impegnativo anche per le conseguenze di una brutta legge finanziaria», riassume prima del brindisi con spumante italiano, sorrisi e strette di mano e poi via «scusate ma vado a mangiare i tortellini». Cofferati annuncia che il 2 gennaio chiederà l'iscrizione del tema legalità in consiglio. Porta in primo piano «i cambiamenti consistenti in arrivo per la governance dell'aeroporto e la composizione del suo gruppo dirigente». Ribadisce che si sta lavorando al nuovo assetto della Fiera e alla cittadella giudiziaria: la scelta ricade su palazzo Pìzzardi. Per ora concede solo un inciso sul caso Unipol. Ripete quel che ha detto il segretario dei Ds, Salvatore Caronna. Convinto che anche «il movimento cooperativo deve avviare una riflessione profonda sul sistema di autogoverno». Due le preoccupazioni fondamentali: «Assicurare un rapporto con l'identità delle imprese e garantire il massimo di efficacia, nel rispetto delle regole condivise». Intanto punta sulla cultura. Roma taglia, lui rilancia: «Come risposta a questa crisi che ci viene imposta, a questo ridimensionamento insensato, proporrò al consiglio l'ingresso gratis ai musei comunali». Sono quarantadue però la Gam potrebbe essere esclusa perché ha un proprio statuto. «C'è una discussione in corso piuttosto vivace riassume il sindaco . Noi ci schieriamo. Le risorse a cui rinunciamo si possono trovare nel corso della gestione». Poi un avvertimento, riferito anche alle difficoltà del Comunale: «Ci saranno problemi molto seri, addirittura drammatici. Sarà difficile rispettare i programmi e costruirne di nuovi. Il governo che verrà dovrà preoccuparsi di garantire le risorse agli enti locali e considerare la cultura come una vera priorità». Intanto, riassume Cofferati, il 2005 «al di là delle polemiche sarà ricordato come l'anno di Sirio. L'anno in cui abbiamo formalizzato le risorse per passante nord e metrò, a cui abbiamo aggiunto il people mover. Nel 2006 ci aspettano grandi trasformazioni». Pensa alla nuova stazione «l'occasione per la ridefinizione urbanistica di una parte della città». Mette in agenda il riassetto dei trasporti e l'integrazione di ferrovia e gomma. Ma guarda anche molto lontano,lontanissimo: «Bologna ha bisogno di espandersi. Negli ultimi anni si era rinchiusa. E' importante ridarle un ruolo e una visibilità non solo nazionale». S'appella ai numeri. Vorrà pur dire qualcosa, suggerisce, se i progetti europei sono passati da nove nel 2003 a quindici. Negli ultimi giorni, poi, l'Unesco ha chiesto a Bologna di entrare nell'esecutivo, tra le città più impegnate contro razzismo e xenofobia. E Cofferati, invece, sente il richiamo di Roma? Insomma, le elezioni del 2006, gli viene chiesto perl'ennesima volta, non saranno un trampolino nazionale? «Non è dato in natura è la replica . Sono sindaco per scelta dei cittadini fino al 2009. C'è in ballo anche il rispetto per gli elettori». E cosa risponde all'arcivescovo Carlo Caffarra che gli ha augurato «di incontrare Gesù»? «Sono molto contento del rapporto costante tenuto nel corso di questi mesi con la Curia è formale il sindaco . E' molto positivo anche per la città. C'è il riconoscimento delle diverse funzioni, quest'idea della laicità che presuppone il rispetto di tutti. E' un confronto franco. Gli auguri? Sono sempre ben accetti».