QUATTRO milioni e mezzo di euro in meno dallo Stato, altri due e mezzo di contributo della Regione sui quali non c'è ancora certezza. Abbastanza per fare tremare il Teatro Massimo alle fondamenta, e far sì che la Fondazione attenda il 2006 con il fiato sospeso. In bilico ci sono le stabilizzazioni dei precari, gli straordinari, l'attività promozionale, ma anche parte dell'attività ordinaria di produzione e messinscena degli allestimenti. Ieri il presidente della Fondazione, il sindaco Diego Cammarata, e il sovrintendente Antonio Cognata non hanno potuto fare a meno di rappresentare ai sindacati del Teatro i rischi provocati dai tagli al fondo per lo spettacolo imposti dalla Finanziaria nazionale: la Fondazione stima in quattro milioni e mezzo di euro il colpo di scure sui fondi statali. Ai quali vanno aggiunti, in via prudenziale, gli altri due milioni e mezzo annui che la Regione ha assicurato per gli esercizi 2004 e 2005 come contributo straordinario per il rilancio del Teatro. Questi soldi sono inseriti nella Finanziaria regionale, eper avere la certezza materiale della loro erogazione bisognerà attendere almeno l'anno prossimo. «È un problema che dovremo affrontare con il Consiglio di amministrazione spiega il sovrintendente Cognata ma è chiaro che, rimanendo così le cose, a rischiare sono tutti i rami di attività della Fondazione». La questione sarà affrontata a inizio d'anno in una riunione tra i sovrintendenti delle fondazioni liriche italiane e il ministro dei Beni culturali, Rocco Buttiglione. «Siamo in attesa di una probabile convocazione», spiega Cognata. Ma i sindacati rigettano la possibilità che a fare le spese dei tagli siano i precari in attesa di assunzione. Ventisette in tutto, tra coristi, orchestrali e maestranze, rimasti fuori dal piano di assunzioni a tempo determinato varato la scorsa estate. «Se tagli devono esserci annuncia Ferdinando Caruso, segretario provinciale della Fistel Cislè giusto che siano distribuiti su tutta l'attività e sulle promozioni del personale, contraddittoriamente annunciate dal sovrintendente, ma non sul futuro di persone che attendono da mesi un contratto, e che in previsione di questo hanno rinunciato anche ad altre occasioni di lavoro». Dura opposizione alla possibilità di rimandare le assunzioni anche da parte del segretario della Camera del lavoro, Francesco Cantarla. Stamattina è prevista un'altra riunione tecnica della Fondazione per affrontare la questione.