MILANO II consiglio di amministrazione del Teatro alla Scala di Milano salirà dagli attuali 7 componenti a nove. Lo prevede un decreto legge varato l'altroieri dal Governo su proposta del ministro per i Beni culturali, Rocco Buttiglione. Il decreto ha validità per tutte le fondazioni lirico-sinfoniche, ma nel caso milanese dopo le polemiche che hanno scosso in questi mesi l'Opera più famosa e prestigiosa del mondo assume un rilievo particolare: il decréto schiude infatti le porte del Cda della Scala a un rappresentante della Provincia di Milano. La norma stabilisce inoltre che, in caso di estensione da 7 a 9 dei membri del Cda di un ente unico, lo Stato abbia diritto a due rappresentanti. Poiché nell'attuale Cda della Scala siede già un rappresentante dello Stato, Fiorenzo Tagliabue, nominato su indicazione del ministro Buttiglione, il nono consigliere di amministrazione sarà anch'esso di nomina ministeriale. Ricapitolando. Attualmente il Cda della Scala è formato da sette consiglieri: il sindaco di Milano Gabriele Albertini (che, per statuto, è anche il presidente della Fondazione); Bruno Ermolli; Francesco Micheli; Renato Ravasio; Paolo Scaroni; Carlo Secchi e appunto Fiorenzo Tagliabue. Presto si aggiungeranno altri due consiglieri. Il rapresentante di Palazzo Isimbardi (sede della Provincia di Milano) potrebbe essere l'assessora alla Cultura, Daniela Benelli, oppure lo stesso presidente della Provincia, Filippo Penati. Il quale ha telefonato ieri a Buttiglione «per ringraziarlo personalmente per aver tenuto fede alla parola data». A sua volta Buttiglione si è detto «sicuro che la Provincia di Milano manterrà con generosità gli impegni presi per il sostegno e la valorizzazione del più prestigioso teatro unico d'Italia e del mondo». Sul piano economico l'ingresso della Provincia determinerà i seguenti versamenti: 2,7 milioni di euro nel 2006 e altrettanti nel 2007 in qualità di socio fondatore (in base all'articolo 7.1 bis dello statuto); in aggiunta la Provincia di Milano verserà, come contributo ordinario, 1,3 milioni per il 2005 e 1,3 milioni per il 2006. In totale, l'impegno complessivo della Provincia in vista del suo ingresso neUa Scala è pari 8 milioni di euro. Va precisato un aspetto importante per quanto riguarda i conti dell' Opera. Il budget 2006 della Scala prevede un disavanzo di 5,7 milord di euro. I versamenti della Provincia non ridurranno neppure di un centesimo il deficit dell'ente Urico, in quanto il budget previsionale già teneva conto del futuro ingresso tra i soci della Provincia di Milano. E consigliere di amministrazione Tagliabue esprime il suo pieno apprezzamento per come si è conclusa la vicenda: «C'è grande soddisfazione dice Tagliabue perché il ministro ha onorato l'impegno che si era preso. L'ingresso della Provincia è importante non solo per l'apporto di nuove risorse economiche, più che mai necessarie in questo momento, ma perché la presenza di Palazzo Isimbardi al fianco delle altre istituzioni, milanesi e lombarde, darà più forza all'azione di rilancio dell'ente sotto il profilo dello sviluppo e anche per l'indispensabile recupero di efficienza sul piano dei costi di gestione». Anche Buttiglione è ottimista sul futuro della Scala: «Insieme con le misure messe in cantiere dal sovrintendente Lissner per migliorare il risultato economico della Scala, con l'allargamento del Cda si da una prima efficace risposta ai tagli recenti al Fus. La Scala uscirà più grande e più bella da questa difficile prova».