Tra le mostre più visitate nel 2005 anche quella su Giovanni Paolo II e Roma I riti antichi e segreti in coppia con le vestigia del Colosseo hanno stravinto su tutti, ma i capolavori del Guggenheim, i simboli dell'identità nazionale, le urla di Munch, le più belle immagini dell'antica Roma insieme ai colori di Manet e l'amore per il suo Papa Giovanni Paolo II non sono stati da meno. Roma quest'anno ha scelto le mostre. Tante, belle, diverse. Le ha omaggiate con la sua presenza e ha voluto sottolinearne l'importanza con le lunghe file ai portoni d'entrata. Malgrado il prezzo dei biglietti, malgrado le condizioni non sempre ideali per la troppa folla, malgrado qualche pecca nelle organizzazioni, i romani ma anche gli stranieri non si sono fatti sfuggire dalle mani tanta ricchezza e varietà d'esposizione e hanno scelto, continuando il trend del 2004, di gustarsi l'arte dal vivo, direttamente di fronte al quadro originale. Un milione e mezzo di biglietti sono stati staccati per entrare al Colosseo. Il nostro "molare cariato", come lo chiamano gli invidiosi, continua ad esercitare un fascino irresistibile continuando ad essere il sito archeologico più visitato del paese. Molti di questi visitatori paganti ne hanno approfittato per tuffarsi tra i culti misterici dell'antichità, celebrati nella mostra "Il rito segreto" allestita fra i fornici del piano superiore dell'Anfiteatro Flavio. Una mostra originale e non di facilissima lettura ma molto apprezzata anche dai turisti. Ottimo risultato anche con i 242 mila visitatori per "I capolavori del Guggenheim" la mostra esposta nel magnifico spazio delle ex Scuderie del Quirinale sostituita da qualche settimana da "Burri. Gli artisti e la materia", esposizione ancora più complessa vista la non sempre facile penetrazione dell'arte contemporanea che con Burri, i suoi sacchi e soprattutto le innovazioni dei suoi contemporanei hanno stravolto il senso della modernità nell'arte. Quest'ultima rimarrà in cartellone alle ex Scuderie fino al 17 febbraio ma è già ben presente nella classifica delle mostre più viste con i suoi oltre 25 mila visitatori. Benissimo anche "Le radici della nazione" che ha portato al Vittoriano oltre 200 mila persone attratte dai simboli dell'identità nazionale. Ma il Vittoriano è stato teatro nel 2005 di altre ottime performance, a cominciare da "Munch" (192 mila spettatori) e finendo con Manet che ha già raggiunto i 135 mila paganti sebbene sia in programma fino a febbraio. Anche i Capitolini hanno avuto in cartellone una mostra dagli ottimi incassi. Si tratta di "Imago Urbis Romae" che ha toccato il numero 165.385 e che ha riportato l'attenzione sugli spazi espositivi temporanei di questo museo maggiormente conosciuto per la sua collezione fissa. 150 mila il totale di visitatori per la GNAM che ha raddoppiato gli ingressi rispetto allo scorso anno grazie anche alla retrospettiva su Giovanni Boldini e alla Quadriennale. Affetto e devozione dei confronti di Papa Wojtyla sono stati ampiamente dimostrati con i 70 mila visitatori di "Giovanni Paolo II e Roma" al Vittoriano insieme alla retrospettiva dedicata ai fumetti di Andrea Pazienza, visitata in un solo mese da oltre 50 mila persone. «Una situazione non occasionale ma una bella abitudine per i romani - commenta l'assessore alla cultura Gianni Borgna - un sistema espositivo che garantisce qualità e varietà. Una novità degli ultimi anni della capitale destinata a durare».
ROMA: Bilancio ad arte: vincono il Colosseo e i capolavori del Guggenheim
Nel 2005, Roma ha ospitato molte mostre di arte e cultura, tra cui "Giovanni Paolo II e Roma", "I capolavori del Guggenheim", "Burri. Gli artisti e la materia", "Le radici della nazione", "Munch", "Manet" e "Imago Urbis Romae". Le mostre hanno attirato un milione e mezzo di biglietti per il Colosseo e 242 mila visitatori per "I capolavori del Guggenheim". La mostra "Burri. Gli artisti e la materia" ha avuto oltre 25 mila visitatori e "Le radici della nazione" ha raggiunto 200 mila persone.
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