Non si scandalizza. Anzi. Approva e rilancia. Del resto ci aveva già pensato lui quando era sottosegretario alla Cultura. L'imprevedibile onorevole Vittorio Sgarbi e il sindaco più legalitario della sinistra. Sergio Cofferati. Inedito asse per sparigliare le carte della cultura. Il guanto della sfida Cofferati l'ha lanciato al Governo, colpevole di aver tagliato i fondi ai Comuni con la Finanziaria. E Sgarbi sereno, approva. «Fa benissimo. Del resto se io vado in una biblioteca e prendo in prestito un libro, non pago. E allora perché devo pagare per vedere un quadro in un museo pubblico? Nei miei progetti avevo pensato di aprire gratuitamente i musei statali, dunque mi trovo perfettamente d'accordo per quelli comunali. Inoltre in Inghilterra lo fanno già». Ovvio però che il discorso non è così semplice. «Il vero problema precisa Sgarbi è che in Italia abbiamo musei che funzionano benissimo, come la Reggia di Caserta o la Grotta Azzurra a modo suo, solo per fare un paio di esempi, e altri che, pur bellissimi, non rendono assolutamente. Arezzo ha un magnifico museo comunale praticamente deserto. Bologna non fa eccezione. E allora bisogna avere il coraggio di ripensare il loro uso». E affonda. «Gli incassi dei biglietti in quasi tutti questi casi non sono assolutamente un'entrata determinante. Dunque tanto vale eliminarli. Fare una vera, seria politica culturale mettendo a disposizione di tutti il 'bene museo', facendo pagare però per Ì servizi aggiuntivi, come i bar e i bookshop. Di più: facendoci dentro delle feste». Appunto. «Perché no? Cofferati chiami trenta aziende, il Bologna, le squadre di basket. E ognuno adotti un museo comunale, usandolo per le proprie cene di rappresentanza, o i convegni, i cocktail eleganti, le feste di Capodanno e Carnevale. Insomma, come gli pare, ovviamente garantendo la sicurezza e la tutela delle opere». Il 'progetto', servito così su un piatto d'argento a Cofferati, è dettagliato: «Serve naturalmente un privato che gestisca l'operazione, governata da convenzioni precise a seconda dei singoli casi e delle diversità di strutture. L'importante è salvaguardare la gratuità degli accessi al pubblico e, se non un profitto per il Comune, almeno l'abbattimento delle spese».
Perché pagare? Anzi, adottiamo le gallerie... offriamole per Cene e feste
Il sindaco di Bologna, Sergio Cofferati, ha lanciato un'idea per aprire gratuitamente i musei comunali, simile a quella proposta da Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura. Sgarbi approva l'idea e sostiene che i musei statali funzionano bene e non hanno bisogno di incassi. Invece, i musei comunali sono spesso deserti e non rendono entrate significative. Sgarbi propone di eliminare i biglietti di ingresso e di fare pagare solo i servizi aggiuntivi, come i bar e i bookshop, e di utilizzare i musei per eventi come feste e cene di rappresentanza. Il progetto prevede la gestione da parte di un privato, con convenzioni precise per ogni caso.
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