Chapeau al sindaco Cofferati! Ma il beau geste non serve a molto. Sarebbe bello aprire gratuitamente i musei, ma in questo momento storico il sogno del sindaco di Bologna non é realistico». Con la lucidità intellettuale e la franchezza che tutti gli riconoscono Antonio Paolucci, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, autorevolissimo storico dell'arte, ex ministro dei Beni Culturali nel governo di Lamberto Duri dal gennaio 1995 al maggio 1996, giudica così la sortita di fine anno di Sergio Cofferati che nella conferenza stampa di bilancio del 2005 ha messo tra gli obiettivi-programmi dell'amministrazione comunale (e non tra i «sogni») per il 2006 l'intenzione di aprire gratuitamente i musei comunali del capoluogo emiliano. Professore cosa pensa dell'idea di Cofferati? Qualcuno potrebbe pensare che il sindaco di Bologna voglia svendere la cultura offrendola gratis... «Penso che quella di Cofferati é solo un'utopia, un'idea lodevolissima ma irrealizzabile. Almeno in Italia, ma credo anche in tutta Europa. No, nell'idea di non far pagare nessun biglietto di ingresso nei musei bolognesi spiega il professor Paolucci - non leggo nessuna intenzione di svendere la cultura. Anzi, la proposta in sé può essere un incitamento. Che però non è realizzabile». Cofferati sembra voler sfidare i tagli alla cultura da parte del Governo? «Non entro nel merito della questione della Finanziaria. Altri possono farlo molto meglio di me. Però voglio entrare dentro, con le mani e con i piedi, nella discussione sulla gratuità dei musei - incalza il soprintendente perché riguarda il mio lavoro. Quella di Sergio Coffe-rati è un'utopia bellissima. Ha ragione il sindaco: i musei sono biblioteche di figure e dovrebbero essere gratuiti proprio come le biblioteche. Dovrebbero servire all'educazione, all'incivilimento, a trasformare le plebi in cittadini. E per questo continua Antonio Paolucci nell'Ottocento sono stati realizzati i grandi musei in Europa, a Berlino, Parigi, Londra, e poi in America». E allora? «Nell'idea di Cofferati é racchiuso un concetto altamente democratico e virtuoso quanto impossibile da realizzare. La gratuità dei musei, per esempio, rimane come bandiera illuminista a Londra e in America: per entrare alla National e al British non si paga, come pure alla National Galìery di Washington. Casi, casi isolati. Da noi, in Italia e nel resto d'Europa non é così: andare al Prado, al Louvre o agli Uffizi costa come andare al cinema. I soldi dei biglietti di ingresso sono necessari, sono una parte non trascurabile delle risorse eh servono per il funzionamento stesso di strutture tanto importanti». Dunque a Bologna si sogna, forse si fa anche un po' di saggia propaganda, certo si considera una realtà tutto sommato piccola... «Questo é il punto.I musei civici di Bologna sono frequentati da una percentuale piccolissima di pubblico che resta esìgua rispetto alle folle dei grandi musei del mondo. Penso che se Sergio Cofferati avesse la resa in biglietteria degli Uffizi o anche dell'Accademia non farebbe mai una proposta come quella di ieri! Ma, ripeto, vale il beau geste. E questo va rispettato». Quanto serve per mantenere una grande impresa della cultura come un museo? «Senza finanziamenti i musei non possono vivere. Attualmente in Italia il loro reddito è di circa 120 milioni di euro. Una cifra importante conclude il professor Paolucci - che. vista la modestia degli stanziamenti ministeriali, di certo non possiamo perdere».
Cofferati: Musei gratis Paolucci: Solo un'utopia
Il professor Antonio Paolucci, soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, ha giudicato la proposta di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, di aprire gratuitamente i musei comunali del capoluogo emiliano, come "utopia irrealizzabile". Secondo Paolucci, i musei dovrebbero essere gratuiti come le biblioteche per l'educazione e l'incivilimento, ma non è realistico per il momento. I musei civici di Bologna sono frequentati da una percentuale piccolissima di pubblico rispetto ai grandi musei del mondo. Il professor Paolucci ha anche sottolineato che i musei non possono vivere senza finanziamenti, attualmente ricevono circa 120 milioni di euro all'anno.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo